Latte d’asina, una preziosa alternativa in caso di allergie

03 Giugno 2021

Il latte d'asina presenta proprietà nutrizionali e ipoallergeniche che lo rendendo un sostituto ideale del latte vaccino in bambini allergici a quest’ultimo per l’alto contenuto di caseine e β-lattoglobulina. A fare il punto sul tema, una review da poco pubblicata su Nutrients. Ne abbiamo parlato con Paolo Polidori, docente presso la Scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute all’Università di Camerino.

Prof. Polidori, quali sono i possibili problemi che il latte di mucca può ingenerare nei più piccoli?

Dopo lo svezzamento dal latte materno e il passaggio al latte vaccino in polvere ricostituito a livello familiare con diluizione in acqua, in una percentuale di lattanti compresa tra il 3 ed il 7%, può verificarsi la comparsa dell'allergia alle proteine del latte vaccino in quanto alcuni peptidi del latte di vacca risultano allergeni per alcuni piccoli consumatori. Tra gli allergeni più noti presenti nel latte di vacca vanno considerate le caseine e anche la beta-lattoglobulina, che fa parte delle sieroproteine del latte. Anche il ridotto contenuto di lattosio nel latte vaccino rispetto al latte umano, 4,9% rispetto a 6,7%, può provocare problemi di rigurgito o di non apprezzamento da parte del neonato, che non percepisce nel latte vaccino ricostituito lo stesso sapore al quale era stato abituato con il latte materno.

Quali sono le differenze sotto il profilo nutrizionale del latte d’asina rispetto a quello vaccino e a quello umano?

Il latte di asina presenta una composizione chimica centesimale più simile a quella del latte umano rispetto a quella presente nel latte vaccino. In particolare, il contenuto di proteine totali nel latte di asina è praticamente sovrapponibile e quello determinato nel latte umano, registrando un valore di circa 1,2-1,7%, rispetto a quello molto più elevato determinato nel latte vaccino, che è circa 3,2-3,5 %. Inoltre, il rapporto tra caseine e sieroproteine del latte di asina ricalca molto da vicino quello presente nel latte umano; in entrambi questi latti predominano le sieroproteine, con un rapporto 60/40, mentre il latte di vacca presenta un rapporto nettamente sbilanciato a favore delle caseine - 80/20 -, apportando una grande quantità di sostanze potenzialmente allergeniche. Il latte di asina presenta un contenuto di lattosio assai simile al latte umano, pari al 6,5-6,8%, ma risulta però poco ricco di lipidi, che si attestano su valori compresi tra 0,5-1,2%, rispetto a valori di circa 3,1-3,3% riscontrabili nel latte umano oppure di 3,6-3,9% presenti nel latte di vacca. Questa carenza energetica comporta la necessità di arricchire il latte di asina da somministrare a bambini di età inferiore a un anno di vita con trigliceridi a media catena e si consiglia di non utilizzare nei primi 12 mesi di vita il latte di asina come esclusivo alimento della dieta degli infanti.

In particolare, quali sono le specificità del contenuto vitaminico?

Il latte di asina risulta molto più ricco di vitamina C rispetto al latte di vacca, mostrando valori assai simili al latte di donna. Anche alcune vitamine del complesso B sono ben rappresentate nel latte di asina; in particolare sono stati determinati contenuti superiori a quelli presenti nel latte umano e nel latte di vacca di niacina o vitamina B3, famosa per il suo effetto di abbassamento dei lipidi ematici, di piridossina o vitamina B6, che nel latte di asina è molto più presente rispetto al latte umano, e una notevole presenza di acido folico o vitamina B9, nettamente superiore sia rispetto al latte umano che al latte vaccino. Va ricordato che la vitamina B9 è coinvolta nella sintesi degli acidi nucleici e gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo del feto, e le eventuali carenze di questa vitamina possono provocare gravi malformazioni. Tra le vitamine liposolubili, il latte di asina presenta un contenuto di vitamina A molto simile al latte di donna e nettamente superiore al latte vaccino, mentre la vitamina D risulta molto più abbondante nel latte di asina sia rispetto al latte umano che al latte di vacca.

In conclusione, alla luce di quanto oggi noto in letteratura, che alternativa può rappresentare il latte d’asina, in età pediatrica e adulta, e quali aree di ricerca sono ancora da esplorare su questo fronte?

Sicuramente si conferma il dato già testato in numerose sperimentazioni cliniche che hanno dimostrato la piena efficacia del latte di asina nel trattamento dell'allergia alle proteine del latte vaccino in pazienti in età pediatrica. Per questi soggetti la terapia consiste nell'eliminazione delle sostanze allergeniche dalla loro dieta, pertanto il latte vaccino va sostituito con un analogo alimento privo degli allergeni in esso contenuti. Le bevande vegetali a base, per esempio, di soia, orzo o avena, impropriamente chiamate latte, presentano un sapore spesso sgradevole per il neonato e possono comunque causare contaminazioni incrociate. Per consentire una sua più adeguata conservazione e commercializzazione, andrebbero determinate tecniche di trattamenti termici per il latte di asina idonee a preservarne le caratteristiche nutrizionali del prodotto fresco. Per gli adulti e per i soggetti in età geriatrica, il latte di asina può costituire una valida fonte alimentare facilmente digeribile di minerali e vitamine, consentendo una adeguata copertura dei fabbisogni giornalieri di questi micronutrienti.

Nicola Miglino

 

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