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I pazienti affetti da psoriasi mostrano una maggiore prevalenza di obesità e sindrome metabolica, due condizioni anch’esse caratterizzate dalla presenza di un importante stato infiammatorio cronico.

Il cibo può essere un valido aiuto per le pazienti con tumore al seno avanzato. Sempre più studi, infatti, evidenziano come l’alimentazione abbia un impatto importante sulla qualità di vita, sulla progressione della malattia e sulla riduzione degli effetti collaterali delle terapie.

La diffusione di uno stile di vita occidentale, sedentario e con cattive abitudini alimentari, quali il consumo elevato di cibi ad alto indice glicemico e ricchi di leucina, grassi e proteine di origine animale, può peggiorare i sintomi della dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica della pelle che si associa ad aumentato rischio di allergie alimentari, asma, rinite allergica, e altre patologie immuno-mediate.

Gli studi in vitro, osservazionali e clinici mostrano l'importante ruolo delle vitamine A, C e D, degli acidi grassi omega 3 e dello zinco nel modulare la risposta immunitaria.

In questa fase notiamo nuovamente una serie di messaggi non sempre corretti rispetto all’idea che l’integrazione nutrizionale sia la panacea per prevenire e talvolta addirittura trattare l’infezione da Sars-coV-2.

Una corretta alimentazione è fondamentale sia in termini di profilassi che durante le terapie. Nel primo caso, ricordiamo l’importanza dei pomodori ricchi di licopene, del tè verde, dei sulforafani presenti nei broccoletti e nella rucola, le vitamine C e D, lo zinco e il magnesio.

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