Le proteine ​​del siero di latte stanno incontrando l'interesse di molti ricercatori per le numerose proprietà biologiche intrinseche, partire da quelle antimicrobiche. Negli ultimi due anni, poi, si registra un gran fermento intorno alla lattoferrina, poiché studi in vitro ne hanno dimostrato un'importante attività antivirale anche contro Sars-CoV-2. Per fare il punto, abbiamo rivolto alcune domande a Giovanni Antonini, Professore Ordinario di Biologia molecolare all’Università Roma Tre, nonché presidente dell’Istituto nazionale biostrutture e biosistemi (Inbb), tra gli Autori di una recente review sull’argomento pubblicata sul Journal of functional food.

Con l’aumentare dell’aspettativa di vita in salute una delle sfide più interessanti di questi anni consiste nella prevenzione della sarcopenia, una perdita della massa muscolare scheletrica e della funzione fisica, in termini di forza muscolare o prestazione, che si verifica con l'avanzare dell'età e che è diventata sempre più diffusa. 

Lo stato nutrizionale dei pazienti ricoverati per Covid-19 può rivelarsi un fattore prognostico per il peggioramento del quadro clinico e la necessità eventuale di ventilazione assistita. Un’esperienza interessante sui protocolli da adottare al momento dell’arrivo in corsia giunge dal Policlinico San Matteo di Pavia, una delle strutture maggiormente coinvolte dall’emergenza sin dai primi casi emersi a fine dello scorso febbraio.

Le proteine ​​del siero di latte, o whey protein, sono ampiamente utilizzate dalle industrie alimentari e farmaceutiche e apprezzate dagli operatori sanitari per il loro valore nutrizionale, con enfasi sulla presenza di alti livelli di β-lattoglobulina, α-lattalbumina, immunoglobuline, lattoferrina, lattosio, minerali, vitamine e lipidi.

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…