Una dieta ricca in Omega-3, in particolare Acido alfa linolenico (Ala), riduce il rischio di mortalità, soprattutto sul versante cardiovascolare. Questo il risultato di una review e metanalisi di ben 41 studi, per un totale di circa 1,2 milioni di persone coinvolte, pubblicata sul British medical journal.

L’impiego di acidi grassi Omega-3 a supporto delle terapie anti-cancro, in particolare in ambito ematologico, comincia ad assumere un razionale scientifico consistente, al punto che un gruppo di ricercatori, guidati da Laura Di Renzo, direttrice della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione all’Università di Roma Tor Vergata, ha deciso di raccogliere i dati oggi disponibili in letteratura in una mini review pubblicata di recente su Nutrition and cancer.

Si intitola “Stile di vita, alimentazione e integrazione nell’epoca del Covid-19. Lo stato dell’arte”, la review che Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy, ha pubblicato di recente sul sito Integratori e Benessere di Integratori Italia, con l’obiettivo di dare un contributo al dibattito sul ruolo dell’integrazione mirata a supporto del sistema immunitario.

Con l’obiettivo di fornire raccomandazioni basate sull’evidenza rispetto all'efficacia antinfiammatoria dei nutraceutici per la profilassi del rischio cardiovascolare, l’International lipid expert panel ha pubblicato nei giorni scorsi su Progress in cardiovascular diseases una review della letteratura che si configura come il primo position paper sull’argomento a disposizione di clinici e ricercatori. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Ruscica, docente di Patologia generale all’Università degli Studi di Milano, e prima firma del lavoro.

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