Si terrà a Padova, dal 6 al 7 aprile prossimi, il “5° Congresso: osteoporosi e alterazioni del metabolismo minerale osseo nella malattia renale cronica”. Sono previsti diversi momenti di confronto su temi più specifici basati sulla complessa relazione che intercorre fra osso e cuore, osso e neoplasie e osso e malattie rare. Tra questi, segnaliamo l’up to-date su vitamina K, sempre più protagonista nella fisiopatologia scheletrica e vascolare, e vitamina D, per le quali una corretta metodica di dosaggio è fondamentale per una ottimale interpretazione dei loro livelli. In particolare, le seguenti sessioni:

  • Ipovitaminosi D e massa muscolare
  • Vitamina D nativa in Ckd è una evidenza?
  • Ipovitaminosi D nel trapianto renale;
  • Livelli ottimali di vitamina D e K possono essere influenzati dal metodo di misura<?
  • Vitamina K e terapia dei MBD in CKD

Presidente: Maria Fusaro

Co – Presidente: Giovanni Tripepi

Sede del Congresso: Centro Culturale Altinate San Gaetano, Via Altinate, 71 – Padova

Segreteria Organizzativa: Fenicia Events & Communication, Via Tor de’ Conti, 22 - 00184 Roma. Tel. 06.87671411 - Fax 06.62278787. WhatsApp 329.3506996 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

La somministrazione di 1,25(OH)2-vitamin D3 potrebbe rivelarsi utile nel trattamento di pazienti maschi colpiti da Covid-19. Queste le conclusioni di uno studio italiano multicentrico che ha coinvolto 117 pazienti, suddivisi in persone con malattia in corso, guariti e mai infettati, che ha voluto indagare il rapporto tra livelli ematici di vitamina D e grado di malattia, nonché la relazione con i valori di interleuchina-6 (Il-6), molecola coinvolta nella tempesta citochina che caratterizza l’evoluzione clinica dell’infezione. I risultati dello studio sono stati pubblicati di recente su Nutrients.

La salute mentale dei pazienti affetti da psicosi non migliora con una supplementazione con vitamina D, di cui però tale popolazione si rivela fortemente carente, suggerendo molta attenzione da parte dei clinici per i rischi su altri fronti metabolici, in particolare quello osseo. Sono i risultati di uno studio multicentrico inglese, randomizzato e in doppio cieco, pubblicato di recente su Jama network open (rivista open access del gruppo Jama) che, sulla base di indicazioni provenienti da alcune ricerche sperimentali e cliniche, ha voluto indagare in maniera approfondita la capacità di un’integrazione di vitamina D di migliorare il quadro clinico in caso di psicosi.

L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato recentemente le linee guida dal titolo “Diagnosi, stratificazione del rischio e continuità assistenziale delle fratture da fragilità”, sviluppate in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano. Dal documento, emergono alcuni dati di grande interesse circa l’integrazione con calcio e vitamina D.

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