Un caso clinico decisamente particolare ci è utile per ripassare i rischi di un eccesso di vitamina D nell’organismo. L’episodio viene descritto dalle colonne di Bmj case reports e riguarda un uomo di circa 50 anni, ricoverato in ospedale a seguito di un complesso quadro sintomatico comprendente vomito, nausea, dolori addominali, crampi alle gambe, tinnito, secchezza delle fauci, aumento della sete, diarrea e perdita di peso.

Pomodori per contrastare l’ipovitaminosi D. È quanto promettono i risultati di uno studio condotto dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Lecce, in collaborazione con il John Innes centre di Norwich e pubblicato sulla rivista Nature Plants.

La sesta edizione di The vitamins: fundamental aspects in nutrition and health (G. Combs, Jr., J. McClung; Academic Press; 774 pp.; €113), offre una visione completa del ruolo essenziale delle vitamine per il nostro organismo, a partire dalle fonti, sino alla descrizione biochimica, al metabolismo e alla loro funzione.

Trattare soggetti pre-diabetici con una supplementazione di vitamina D non aiuta a rallentare la progressione verso la malattia, ma può essere utile in chi presenta un’insufficiente secrezione di insulina. Queste le conclusioni di uno studio giapponese da poco pubblicato sul British medical journal che ha voluto fare chiarezza su un tema, quello della correlazione tra deficit di vitamina D e comparsa di diabete, sul quale le evidenze scientifiche sono ancora piuttosto controverse.

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