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Utilità dei nutraceutici nel trattamento del prediabete

08 Aprile 2024

Il prediabete è definito da livelli di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl o da valori glicemici compresi tra 140 e 199 mg/dl dopo due ore dal carico orale con 75 gr di glucosio. Ancora, esso è caratterizzato da valori di Emoglobina Glicosilata (HbA1c) compresi tra 5,7% e 6,4 %1. Corrisponde a una fase critica, che richiede interventi tempestivi al fine di prevenire la progressione verso il Diabete mellito tipo 2 (Dm2)2. Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per il ruolo della nutraceutica nel trattamento del prediabete, considerando che numerosi studi hanno dimostrato come l'assunzione di alcuni nutraceutici migliori i valori di glicemia a digiuno e/o di HbA1c, riducendo il rischio di sviluppare Dm2.3-4

La berberina, il cui impiego terapeutico proviene dalla medicina tradizionale cinese per il trattamento della diarrea e della dissenteria, è tra i nutraceutici più studiati per i suoi effetti sulla glicemia. Un primo studio, condotto nel 1988 in 60 pazienti con diabete e che presentavano diarrea, dimostrò riduzione della glicemia5. Successivamente, altri studi condotti sia in pazienti con diabete sia con prediabete, hanno confermato un effetto della berberina sulla glicemia a digiuno e/o sulla HbA1c.6 I meccanismi implicati nella regolazione del metabolismo glucidico da parte della berberina sono vari e comprendono l'aumento della sensibilità insulinica ed il miglioramento della funzione β cellulare4.

Altro nutraceutico di interesse è la curcumina, la cui azione ipoglicemizzante è mediata dall’attivazione dei recettori Ppar-g, analogamente a quanto avviene per i tiazolinedioni, una classe di farmaci utilizzati nella terapia del Dm2. Numerosi sono gli studi che hanno dimostrato una riduzione sia della glicemia a digiuno sia della HbA1c con l’utilizzo della curcumina 7-8.

Ancora, l'arginina, amminoacido che favorisce la sintesi di ossido nitrico e conseguentemente vasodilatazione, migliora la sensibilità insulinica e la tolleranza al glucosio. Uno studio randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo, condotto in 144 soggetti affetti da ridotta tolleranza al glucosio, e quindi da prediabete, ha evidenziato che la somministrazione giornaliera di l-arginina per 18 mesi aumenta la probabilità cumulativa di passare a un livello di normale tolleranza al glucosio rispetto al placebo9.

Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus, presenti nelle alghe marine brune a uso commestibile da parte dei popoli nordici fin dall’antichità, hanno attratto l'attenzione per i loro potenziali effetti nel trattamento del prediabete; essi contengono infatti polifenoli e fibre solubili, che agiscono favorevolmente sul metabolismo del glucosio e sulla sensibilità insulinica. In uno studio condotto per sei mesi in pazienti con prediabete, l’utilizzo di tali nutraceutici, in associazione al cromo picolinato, ha dimostrato l’efficacia nel normalizzare i valori di glicemia a digiuno10-11.  

Anche gli estratti di foglie di gelso bianco hanno mostrato efficacia nel ridurre la risposta glicemica dopo l’assunzione di carboidrati12.

In conclusione, sono crescenti le evidenze che suggeriscono come i nutraceutici possano offrire benefici nel trattamento del prediabete. Tuttavia, gli studi citati sono per lo più di tipo osservazionale e non randomizzati e, pertanto, l’utilizzo dei nutraceutici non è riportato nelle linee guida con elevato livello di evidenza.  Deve essere anche evidenziato che tali sostanze sono utili per “integrare” e non per “sostituire” una terapia farmacologica, quando indicata. Infine, è fondamentale non soltanto la scelta del nutraceutico idoneo, ma anche del “timing” in cui utilizzarlo. Quindi, l’utilizzo di un’integrazione nutraceutica nei soggetti con prediabete rappresenta una valida strategia terapeutica da personalizzare in modo “sartoriale”, per prevenire la progressione verso il Dm2.

Marcello Orio, Centro medico Cmso, Asl Salerno

Bibliografia

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  2. Tabák AG, Herder C, Rathmann W, Brunner EJ, Kivimäki M. Prediabetes: a high-risk state for diabetes development. Lancet 2012;379:2279-90. doi:10.1016/S0140-6736(12)60283-9 
  3. K Hanhineva, R Törrönen, I Bondia-Pons, J Pekkinen, M Kolehmainen, H Mykkänen and K Poutanen, Impact of Dietary Polyphenols on Carbohydrate Metabolism Int. J. Mol. Sci. 2010, 11, 1365-1402
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  9. Volpe, A. Ferrera, R Piccinocchi, C. Morisco The Emerging Role of Prediabetes and Its Management: Focus on L-Arginine and a Survey in Clinical Practice. High Blood Press Cardiovasc Prev. 2023 Nov;30(6):489-496.
  10. Gabbia, D., Dall'Acqua, S., Di Gangi, I. M., Bogialli, S., Caputi, V., Albertoni, L., … De Martin, S. (2017). The phytocomplex from Fucus vesiculosus and Ascophyllum nodosum controls post-prandial plasma glucose levels: An in vitro and in vivo study in a mouse model of NASH. Marine Drugs, 15(2), 41
  11. Derosa G, Cicero AFG, D'Angelo A, Maffioli P. Ascophyllum nodosum and Fucus vesiculosus on glycemic status and on endothelial damage markers in dysglicemic patients. Phytother Res. 2019 Mar;33(3):791-797.
  12. N Gheldof, C Francey, A Rytz, L Egli, F Delodder, L Bovetto, N Piccardi, C Darimont Effect of Different Nutritional Supplements on Glucose Response of Complete Meals in Two Crossover Studies. Nutrients 2022 Jun 28;14(13):2674.

 

 

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