Flavonoidi, potenziali candidati nella modulazione del tono dell'umore

03 Ottobre 2023

La possibile azione neuroregolatoria, accompagnata da una spiccata attività antiossidante e antinfiammatoria, candida i flavonoidi a potenziali agenti nutraceutici per la modulazione del tono dell’umore. Le attuali evidenze preliminari, però, dovranno essere confermate da ulteriori indagini che ne dimostrino la reale efficacia.

Questo, in sintesi, quanto sostenuto da Sergio Davinelli, del dipartimento di Medicina e Scienze della Salute “Vincenzo Tiberio” presso l’Università degli Studi del Molise, nella sua relazione al recente congresso Sinut (Società italiana di nutraceutica) di Bologna.

“Una promettente area di ricerca sta esplorando l'interconnessione tra nutrizione e salute mentale, suggerendo che specifici bioattivi di origine alimentare potrebbero fungere da neuromodulatori e influenzare la trasmissione neurochimica alla base della regolazione dell'umore”. Sottolinea Davinelli. “In questo contesto, i flavonoidi, stanno emergendo come possibili candidati per la modulazione del tono dell'umore e per il miglioramento del benessere psicologico”.

Da un punto di vista neurochimico, studi recenti hanno dimostrato che i flavonoidi possono influenzare fenomeni di neuroplasticità e neurotrasmissione, contribuendo a stabilizzare le alterazioni a carico del tono dell'umore.

“Tra i vari meccanismi con cui queste molecole potrebbero costituire un ipotizzabile approccio nutraceutico verso questo tipo di anomalie vi è la loro capacità di regolare i livelli di neurotrasmettitori coma la serotonina e il Gaba”, prosegue Davinelli. “Questi ultimi svolgono un ruolo chiave nella regolazione del tono dell’umore e nella risposta emotiva. Oltre che favorire un incremento dei livelli di serotonina, è stato dimostrato che i flavonoidi possono legarsi ai recettori neuronali per le benzodiazepine, aumentando l'attività del sistema Gaba-ergico e inducendo un effetto calmante e ansiolitico. Da sottolineare, anche l’azione antiossidante e antinfiammatoria. Neuroinfiammazione e stress ossidativo, infatti, possono interagire sinergicamente e rappresentare elementi cruciali nell'insorgenza e nel decorso della vasta classe di disturbi psicopatologici che coinvolgono anomalie del tono dell'umore”.

Diversi studi clinici di intervento e indagini osservazionali nonché recenti metanalisi hanno indicato che l'assunzione di flavonoidi è associata a una riduzione dei sintomi depressivi in numerosi disturbi psichiatrici, contribuendo, in alcuni casi, a ottimizzare le terapie convenzionali.

“Tuttavia - conclude Davinelli - è importante sottolineare che l’efficacia clinica dei flavonoidi sulla modulazione del tono dell'umore può essere condizionata da diversi aspetti, quali la biodisponibilità, il dosaggio, le condizioni di salute, lo stile di vita, la fonte alimentare e la durata dell’assunzione. Nonostante vi siano alcune evidenze promettenti, si rendono ancora necessari studi ben disegnati e a lungo termine volti a confermare la potenziale utilità clinica di queste molecole come validi agenti nutraceutici per la modulazione del tono dell’umore”. (n.m.)

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