Cannabis light: cannabidiolo stupefacente per Decreto

04 Settembre 2023

Dal prossimo 20 settembre, il cannabidiolo (Cbd), estratto ottenuto dalla cannabis, entra ufficialmente nella tabella degli stupefacenti e non potrà più essere venduto nei negozi (per esempio, sotto forma di olio in gocce). È stato, infatti, pubblicato lo scorso 21 agosto in Gazzetta Ufficiale un decreto del ministero della Salute che revoca la sospensione del decreto del 2020 che inseriva le composizioni per somministrazione a uso orale di Cbd nella tabella dei medicinali allegata al testo unico sulle droghe.

Il divieto, in questo momento, interessa la vendita senza ricetta, quindi non presso farmacie, di olio e altri prodotti a base di cbd che si possono ingerire. In tal modo si dichiara illecito ogni uso non farmacologico degli estratti di cannabis, comprese le destinazioni ammesse dalla normativa italiana ed europea sulla canapa industriale, quali ad esempio l'uso del Cbd per la preparazione di alimenti

Nelle farmacie italiane sono venduti diversi tipi di preparati a base di Cbd a uso galenico (distinto dal Thc che ha invece effetto psicotropo) ma il prodotto con concentrazioni inferiori è venduto anche nei canapa shop, nelle erboristerie e nei tabaccai ed è utilizzato per favorire il rilassamento, diminuire ansia e lenire dolori.

Dopo numerose proteste, il decreto del primo ottobre 2020, che prevedeva che le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo” fossero inserite nella tabella dei medicinali stupefacenti, era stato sospeso quattro settimane dopo. Ora, con la revoca della sospensione, entrerà in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta appunto il 21 agosto.

Una decisione che ha destato diverse polemiche: "Il ministero della Salute ha riesumato un assurdo provvedimento sulla canapa emesso tre anni fa dall'allora ministro Speranza. Tanto assurdo che decise di sospenderlo a meno di un mese dalla sua emanazione", ha sottolineato in una nota Federcanapa. "Una dichiarazione sorprendente dal momento che il Cbd non ha effetto stupefacente, come aveva concluso già pochi mesi prima del decreto una Commissione di esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità e come aveva ribadito una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del novembre 2020", rileva ancora l'associazione. "La decisione del ministero - conclude la nota di Federcanapa - è tanto più illogica in quanto non potrà impedire la libera circolazione in Italia di alimenti e cosmetici al Cbd prodotti legalmente in altri Paesi europei ed è destinata a danneggiare unicamente i produttori nazionali". (n.m.)

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