La gestione clinica dell'ipertensione arteriosa richiede un equilibrio preciso tra terapia farmacologica, stile di vita e apporto nutrizionale. L’impiego contemporaneo di integratori può introdurre variabili biochimiche che complicano il quadro emodinamico del paziente. Come evidenziato in un approfondimento della Cleveland Clinic dal cardiologo Luke Laffin, alcuni supplementi presentano criticità legate alla variabilità delle formulazioni e alla presenza di additivi che possono innescare effetti avversi o interferire con il metabolismo dei farmaci. Di seguito, l’analisi di otto composti la cui assunzione è controindicata per i soggetti ipertesi a causa dei loro meccanismi d'azione specifici.