Un nuovo passo avanti nella ricerca sugli oli essenziali e sul loro possibile impiego contro i batteri arriva dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Un gruppo di ricercatori ha, infatti, sviluppato il primo protocollo standardizzato per valutare l'attività antimicrobica degli oli essenziali, un metodo che, per analogia con l'antibiogramma utilizzato per gli antibiotici, apre la strada al cosiddetto “aromatogramma”.
La Società italiana per la ricerca sugli oli essenziali (Siroe) annuncia l’VIII Congresso Nazionale, in programma a Bari il 12 e 13 febbraio 2026, presso l’Ex Palazzo delle Poste. L’evento, organizzato in collaborazione con il dipartimento di Farmacia – Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, rappresenta un appuntamento di riferimento per la comunità scientifica impegnata nello studio degli oli essenziali e delle loro applicazioni.
Gli oli essenziali (Oe) stanno dimostrando un potenziale promettente nella modulazione dell’asse intestino-cervello (Gba) attraverso meccanismi che includono la regolazione dei neurotrasmettitori, la modulazione del microbiota intestinale e l'attività antinfiammatoria. Allo stesso tempo, i fitocannabinoidi (Thc, Tetraidrocannabinolo e Cbd, cannabidiolo) offrono un valore terapeutico, benché il loro uso a lungo termine richiede cautela a causa dei potenziali impatti sul microbiota. Al tema, è stata dedicata una recente review pubblicata su Nutrients. A parlarcene, Roberta Budriesi, docente di Chimica degli alimenti all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, coordinatrice del lavoro e Luca Camarda, dottorando in Chimica degli alimenti presso Unibo.
Aggredire la Candida decontaminando il canale vaginale con Tea tree oil (Tto) contrastandone nel contempo la colonizzazione attraverso il reintegro della flora benefica con ceppi probiotici. È la strategia ipotizzata e verificata con successo da un gruppo di ricercatori italiani afferenti all’Istituto superiore di sanità (Iss), e agli atenei di Bologna e Bari.