Negli ultimi anni, il mercato degli integratori di collagene ha registrato una crescita esponenziale, alimentata da promesse legate alla bellezza e al benessere generale. Tuttavia, per distinguere tra strategie di marketing e realtà biologica, è necessario guardare ai dati clinici. Una nuova e imponente analisi condotta dalla Anglia Ruskin University di Cambridge offre un quadro esaustivo sugli effetti di questa proteina.
La carta di identità non necessariamente è rivelatrice dell’età reale del nostro organismo. Accanto a quella anagrafica, infatti, va sempre valutata quella biologica, il reale termometro dei processi di invecchiamento, estremamente sensibile agli stili di vita e, in particolare, all’alimentazione: una dieta a forte carattere pro-infiammatorio, ricca di alimenti di origine animale, dolci e cibi ultraprocessati, infatti, rischia di farci invecchiare più precocemente, come dimostrato da una recente analisi dei dati dello studio Moli-sani, pubblicata su Nutrients. A raccontarcela, Licia Iacoviello, direttore del dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli e professore ordinario di Salute Pubblica all’Università dell’Insubria di Varese, tra gli autori della ricerca.
Un deficit di taurina, aminoacido prodotto dal nostro organismo e presente in molti alimenti, potrebbe essere un fattore scatenante i processi di invecchiamento. A suggerirlo, uno studio pubblicato su Science, condotto su modelli animali e che apre nuovi scenari sulla comprensione dei fenomeni di senescenza cellulare.
Una corretta alimentazione può essere un importante alleato per la prevenzione di malattie infettive e patologie croniche, soprattutto negli anziani. A sottolinearlo, nei giorni scorsi, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione promossa dalla Fao, HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nel corso di un incontro a Roma.