La terapia nutrizionale riveste un ruolo essenziale nel controllo del diabete di tipo 1 e l’adozione di specifici programmi di educazione nutrizionale è necessaria per adeguare la terapia insulinica all’introito di nutrienti. Questo garantisce un appropriato controllo circadiano delle glicemie, consentendo al paziente di mantenere una soddisfacente qualità di vita e ridurre il rischio di ospedalizzazione.
La conta dei carboidrati (CHO counting) è una tecnica basata sul conteggio della quantità di carboidrati inseriti dal paziente durante ogni pasto, applicabile nei pazienti affetti da diabete mellito sia di tipo 1 sia di tipo 2, compresi i pazienti portatori di microinfusore.
La tecnica della conta dei carboidrati si distingue in basic carbohydrate counting (BCC) e advanced carbohydrate counting (ACC). Il BCC è volto a insegnare al paziente a identificare i cibi ricchi di carboidrati, stimando correttamente le porzioni ingerite. L’ACC prevede un computo più complesso, abbinato al rapporto insulina:carboidrati (I:CHO) e al fattore di sensibilità insulinica (FSI), specifici per il singolo paziente. L’ACC consente di calcolare la dose esatta di analogo insulinico rapido da somministrare, al fine di consentire un buon controllo glicemico per ogni pasto e un adeguato compenso glicemico generale, mantenendo una buona qualità di vita per il paziente.
Le Linee Guida dell’American Diabetes Association (ADA) suggeriscono che il paziente, una volta acquisita esperienza sul conteggio dei carboidrati, possa essere istruito sugli effetti di proteine e grassi per una più accurata stima dell’indice glicemico e del carico glicemico degli alimenti e una più precisa pianificazione del bolo prandiale.
Il calcolo del fabbisogno insulinico deve tener conto, dunque, della glicemia pre- e post-prandiale, del rapporto I:CHO, dell’indice glicemico, del contenuto di carboidrati degli alimenti e del FSI. La tecnica consente di porre il paziente al centro della cura e si configura come esempio di terapia patient-tailored.
Per esempio, per consumare un pasto comprensivo di un panino ed una banana:

Se il rapporto insulina/carboidrati (I:CHO) è, per esempio, 1:10, il bolo di analogo rapido da calcolare sarà un rapporto tra i g di CHO ingeriti ed il rapporto I:CHO, quindi:
60:10 = 6 UI
Infine, qualora la glicemia pre-prandiale non sia a target, è necessario aumentare il bolo prandiale secondo il fattore di sensibilità insulinica (FSI) specifico per il paziente e calcolato dal Diabetologo sulla base della quantità insulinica.
Tornando all’esempio precedente, se il paziente parte da una glicemia pre-prandiale di 200 mg/dl, con un FSI di 1:50, con un target post-prandiale di 150 mg/dl, la dose aggiuntiva di analogo rapido dovrà essere calcolata dal rapporto tra I:CHO e FSI per arrivare al target post-prandiale, quindi:
200-150= 50 mg/dl scarto glicemico da correggere
50:50 = 1 UI di bolo aggiuntivo
che sommata alle unità del pasto darà il bolo totale da somministrare:
5+1 UI = 6 UI
Già nel 2002 lo studio DAFNE aveva dimostrato l’efficacia del conteggio dei carboidrati nell’ottimizzare il compenso glicometabolico, unitamente a un miglioramento della qualità di vita e della diversificazione dietetica.
Un possibile risvolto negativo della corretta applicazione del conteggio dei carboidrati potrebbe, tuttavia, essere l’adozione di uno stile alimentare scorretto, poiché la garanzia di un buon controllo della glicemia post-prandiale potrebbe indurre il paziente a consumare più frequentemente alimenti ricchi in zuccheri semplici e grassi saturi. Per una ottimale gestione della patologia diabetica è dunque necessaria anche un’educazione alla corretta e sana alimentazione. Questi strumenti educazionali e nutrizionali agiscono in modo complementare alla terapia farmacologica e all’uso delle nuove tecnologie per garantire un approccio quantomai completo per la gestione del diabete di tipo 1.
Irene Bernardi, Chiara Cerabolini, Manuela Cimorelli, Nadia Cerutti
SC Nutrizione Clinica, Diabetologia e Malattie endocrine, ASST Pavia
Bibliografia
- Standards of Medical Care in Diabetes - 2021. Diabetes care 2021; 44(Suppl 1). 2.
- Kulkarni K, Castle G, Gregory R, Holmes A, Leontos C, Powers M, Snetselaar L, Splett P, Wylie-Rosett J. Nutrition Practice Guidelines for Type 1 Diabetes Mellitus positively affect dietitian practices and patient outcomes. The Diabetes Care and Education Dietetic Practice Group. J Am Diet Assoc 1998;98:62-70. 3.
- Bell KJ, Barclay AW, Petocz P, Colagiuri S, Brand-Miller JC. Efficacy of carbohydrate counting in type 1 diabetes: a systematic review and meta-analysis. Lancet Diabetes Endocrinol. 2014;2:133-40. 4.
- Vaz EC, Porfírio GJM, Nunes HRC, Nunes-Nogueira VDS. Effectiveness and safety of carbohydrate counting in the management of adult patients with type 1 diabetes mellitus: a systematic review and metaanalysis. Arch Endocrinol Metab 2018;62:337-345. 7.
- DAFNE Study Group. Training in flexible, intensive insulin management to enable dietary freedom in people with type 1 diabetes: dose adjustment for normal eating (DAFNE) randomised controlled trial. BMJ. 2002 Oct 5;325(7367):746. doi: 10.1136/bmj.325.7367.746. PMID: 12364302; PMCID: PMC128375.
