Nonostante la carne coltivata emerga come una promettente alternativa all'allevamento tradizionale, con notevoli potenziali benefici ambientali ed etici, i consumatori italiani rimangono ampiamente riluttanti. Un recente studio, pubblicato su Nutrients e condotto su 437 connazionali, rivela un paradosso significativo: sebbene la conoscenza di questa innovazione alimentare prodotta tramite agricoltura cellulare sia relativamente alta, la propensione all'acquisto è davvero scarsa. L'interesse, motivato soprattutto dalla sostenibilità ambientale, si scontra con ostacoli insormontabili: i maggiori freni all'accettazione sono infatti le preoccupazioni per la salute e i dubbi relativi ai processi produttivi. Ne abbiamo parlato con Anna Uliano, del dipartimento di Diritto, economia, management e metodi quantitativi (Demm) dell'Università degli Studi del Sannio, tra gli Autori dell’indagine.

La Commissione europea ha bloccato la legge italiana che vieta la produzione e la commercializzazione della carne coltivata, definendola “inapplicabile”. Il motivo non è di merito ma di carattere procedurale: l’Italia ha notificato la legge in modo errato, non rispettando le procedure previste dalle direttive europee.

Via libera definitivo dell'Aula della Camera lo scorso giovedì al divieto di produrre e vendere in Italia carne coltivata. L'Italia è il primo Paese in Europa ad introdurre questo divieto. L'Assemblea di Montecitorio ha approvato con 159 sì, 53 no e 34 astenuti il disegno di legge presentato dal ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida che proibisce la produzione e l'immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali. Il testo è stato votato dalla maggioranza.

Autorizzata, negli Stati Uniti, la messa in commercio della carne di pollo coltivata in laboratorio. La Food and drug administration (Fda) e il Dipartimento dell’Agricoltura (Usda), hanno dato l’ok a produzione e vendita di carne cresciuta in laboratorio da parte di due aziende, Upside Food e Good Meat, dopo averne ispezionato e approvato i sistemi di sicurezza delle infrastrutture.

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