Più farmaci prescritti, ma anche un maggiore ricorso alla combinazione di integratori alimentari. È il quadro che emerge da uno studio pubblicato su Jama, che ha analizzato l'utilizzo di farmaci e integratori tra quasi 5.000 adulti statunitensi di età compresa tra 62 e 85 anni. I ricercatori hanno confrontato i dati relativi al periodo 2015-2016 con quelli del 2021-2023, utilizzando dati rappresentativi a livello nazionale della popolazione statunitense residente in comunità.
Non sono soltanto gli antibiotici a esercitare una pressione sui batteri intestinali. Anche farmaci di uso comune, componenti della dieta e sostanze provenienti dall'agricoltura e dall'ambiente possono avere effetti antimicrobici e modificare il microbiota. È la prospettiva proposta da una review pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, che analizza le interazioni tra composti non antibiotici, microbioma e organismo ospite.
L'uso del carbone attivo nell'avvelenamento da farmaco rimane sia un pilastro della moderna tossicologia, anche oggetto di dibattito nella comunità scientifica. In ambito clinico, il carbone attivo monodose viene utilizzato prevalentemente con l'intento di ridurre l'assorbimento del farmaco nel tratto gastrointestinale, mentre la somministrazione a dosi multiple viene utilizzata principalmente con l'intento di migliorarne l'eliminazione.
Si chiama Farmacomicrobiomica, ed è la disciplina che studia gli effetti del microbiota sull’azione dei farmaci, argomento su cui si sta concentrando l’attenzione dei ricercatori in questi ultimi anni e al quale è dedicato un ampio dossier pubblicato di recente su La Revue des microbiotes.