Ciò che un tempo era un problema di smaltimento per l'industria olivicolo-olearia, oggi si trasforma in una risorsa preziosa. Un recente studio dell'Università di Teramo, guidato da Aldo Corsetti e presentato al recente congresso Sinu (Società italiana di nutrizione umana) di Salerno, ha dimostrato che dai sottoprodotti della produzione dell'olio d'oliva – in particolare dalla sansa denocciolata – è possibile ottenere un nuovo alimento a base vegetale con proprietà prebotiche e antinfiammatorie.

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