Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile a livello globale ed è tradizionalmente trattato attraverso strategie volte a ridurre la pressione intraoculare. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore chiarezza la necessità di affiancare a questo approccio terapie neuroprotettive in grado di preservare la funzione delle cellule gangliari retiniche, la cui degenerazione è responsabile della perdita visiva. In questo contesto si inseriscono i risultati di una linea di ricerca condotta presso la Columbia University Irving Medical Center, che individua nel metabolismo energetico cellulare un nuovo e promettente target terapeutico.
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