Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile a livello globale ed è tradizionalmente trattato attraverso strategie volte a ridurre la pressione intraoculare. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore chiarezza la necessità di affiancare a questo approccio terapie neuroprotettive in grado di preservare la funzione delle cellule gangliari retiniche, la cui degenerazione è responsabile della perdita visiva. In questo contesto si inseriscono i risultati di una linea di ricerca condotta presso la Columbia University Irving Medical Center, che individua nel metabolismo energetico cellulare un nuovo e promettente target terapeutico.
Un recente studio pubblicato su Scientific reports, rivista del gruppo Nature, ha esplorato la potenziale associazione tra l'assunzione di niacina nella dieta e la presenza di calcoli renali negli adulti statunitensi.
La niacina, una forma di vitamina B3, potrebbe rivelarsi in grado di contrastare la cachessia neoplastica, una sindrome multifattoriale caratterizzata dalla perdita progressiva di massa muscolare, con o senza perdita di massa grassa. L’indicazione giunge da uno studio coordinato dal gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino che, su modello animale, ne ha dimostrato la capacità di migliorare lo stato dei mitocondri, contrastare l'atrofia muscolare e le alterazioni del metabolismo energetico. La ricerca, coordinata da Fabio Penna, del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino, è stata pubblicata su Nature Communications.