Vitamina B3 e piruvato: metabolismo energetico come nuovo bersaglio terapeutico nel glaucoma

06 Febbraio 2026

Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile a livello globale ed è tradizionalmente trattato attraverso strategie volte a ridurre la pressione intraoculare. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore chiarezza la necessità di affiancare a questo approccio terapie neuroprotettive in grado di preservare la funzione delle cellule gangliari retiniche, la cui degenerazione è responsabile della perdita visiva. In questo contesto si inseriscono i risultati di una linea di ricerca condotta presso la Columbia University Irving Medical Center, che individua nel metabolismo energetico cellulare un nuovo e promettente target terapeutico.

Il gruppo, guidato dal ricercatore Simon John, ha dimostrato che uno dei più precoci eventi patologici negli occhi a rischio di glaucoma è la disfunzione dei mitocondri nelle cellule gangliari retiniche. Queste cellule, altamente dipendenti dall’energia per trasmettere i segnali visivi al cervello, risultano particolarmente vulnerabili a qualsiasi compromissione della produzione di Atp. Parallelamente, i ricercatori hanno osservato che con l’avanzare dell’età si verifica una riduzione dei livelli di Nad (nicotinammide adenina dinucleotide), molecola chiave per il corretto funzionamento mitocondriale e per numerosi processi redox cellulari.

Su queste basi, il team ha valutato l’effetto della vitamina B3 (niacina), precursore diretto del Nad, in modelli murini di glaucoma indotto da aumento della pressione oculare. I risultati sono stati rilevanti: i topi trattati con vitamina B3 hanno mostrato una drastica riduzione dell’incidenza del glaucoma rispetto ai controlli. L’effetto protettivo è risultato ancora più marcato quando alla vitamina B3 è stato associato il piruvato, un metabolita centrale della glicolisi che funge da substrato energetico e da supporto metabolico per i mitocondri. La combinazione dei due composti ha garantito una protezione superiore rispetto alla somministrazione dei singoli nutrienti.

I dati preclinici hanno trovato un primo riscontro clinico in un piccolo studio pilota condotto su 21 pazienti affetti da glaucoma con perdita visiva moderata. La supplementazione con vitamina B3 e piruvato, somministrata per diversi mesi, è stata associata a miglioramenti significativi della funzione visiva, suggerendo che il potenziamento del metabolismo energetico possa non solo rallentare la progressione della malattia, ma anche migliorare la performance delle cellule ancora vitali. A rafforzare questi risultati contribuiscono tre trial indipendenti condotti a livello internazionale, che hanno riportato esiti positivi analoghi.

Nonostante l’entusiasmo, gli autori sottolineano importanti limiti. Le dosi di vitamina B3 efficaci nei modelli animali non sono attualmente considerate sicure per l’uomo, mentre quelle impiegate negli studi clinici richiedono un attento monitoraggio medico, con controlli ematochimici periodici per il rischio di effetti collaterali. Per questo motivo, la ricerca si sta ora orientando verso lo sviluppo di combinazioni di molecole naturali capaci di ottenere un beneficio metabolico simile a dosaggi più bassi e meglio tollerati.

Un ulteriore aspetto innovativo dello studio riguarda la dimostrazione che l’aumento della pressione oculare può danneggiare la barriera emato-retinica, favorendo la penetrazione di molecole potenzialmente tossiche nel tessuto oculare. Questa scoperta apre nuove prospettive terapeutiche, anche attraverso il possibile riutilizzo di farmaci già in fase avanzata di sviluppo per altre patologie metaboliche, come il diabete.

Nel complesso, questi risultati rafforzano l’idea che il glaucoma non sia solo una malattia meccanica legata alla pressione intraoculare, ma anche una patologia metabolica e neurodegenerativa, per la quale il supporto energetico delle cellule nervose potrebbe rappresentare una nuova frontiera terapeutica. (n.m.)

 

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