La niacina, nota anche come vitamina B3, è una vitamina essenziale idrosolubile, presente in vari alimenti come carne, pesce, pollame, uova, noci e alcune verdure.
Agisce come precursore del nicotinamide adenina dinucleotide (Nad) e del Nad fosfato (Nadp), entrambi essenziali per il metabolismo energetico e le reazioni redox. Studi precedenti hanno evidenziato le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti della niacina, nonché la sua capacità di regolare i livelli di colesterolo nel sangue.
Lo studio, basato sui dati del National health and nutrition examination survey (Nhanes) dal 2007 al 2018, ha coinvolto 28.508 partecipanti.
L'assunzione di niacina nella dieta è stata valutata tramite questionario dietetico a 24 ore dalla potenziale assunzione con i pasti, così come sempre un questionario ha accertato la storia di calcoli renali.
I risultati hanno indicato una relazione inversa tra l'assunzione di niacina nella dieta e la calcolosi.
Gli individui nel gruppo con la più alta assunzione di niacina hanno mostrato una probabilità inferiore del 22% di sviluppare calcoli renali rispetto a quelli nel gruppo con la più bassa assunzione (≥ 25,92 mg/die vs. ≤ 15,11 mg/die).
L'analisi ha rivelato una relazione a forma di L tra l'assunzione di niacina e i calcoli renali, suggerendo che un maggiore consumo di niacina (entro l'intervallo 0-35 mg/die) è associato a un minor rischio.
Le analisi stratificate hanno evidenziato che questa relazione inversa era più marcata tra i partecipanti di età inferiore ai 60 anni, suggerendo un ruolo protettivo maggiore nei giovani adulti.
Sebbene i meccanismi precisi non siano completamente compresi, si ipotizza che la niacina possa ridurre il rischio di calcoli renali attraverso diversi percorsi:
- effetti antiossidanti: la niacina può contrastare lo stress ossidativo riducendo la sovrapproduzione di ROS (specie reattive dell'ossigeno), mitigando così l'infiammazione e i danni ai tessuti;
- effetti antinfiammatori: la niacina può modulare la via di segnalazione Nf-κB, riducendo l'espressione di citochine pro-infiammatorie (come Tnf-α, Il-6 e Il-1β), che promuovono la crescita, l'aggregazione e l'infiammazione dei cristalli;
- polarizzazione dei macrofagi: la niacina può promuovere la polarizzazione dei macrofagi dal fenotipo M1 (pro-infiammatorio) al fenotipo M2 (anti-infiammatorio), attenuando le risposte infiammatorie;
- funzione mitocondriale: essendo un precursore del Nad, la niacina svolge un ruolo cruciale nel supportare la fosforilazione ossidativa e altri processi mitocondriali, migliorando la funzione mitocondriale e riducendo il rischio di formazione di calcoli di ossalato di calcio.
“I risultati di questo studio suggeriscono che un'adeguata assunzione di niacina nella dieta potrebbe contribuire a ridurre il rischio di calcoli renali, specialmente negli individui più giovani”, sottolineano gli Autori. “Tuttavia, è importante sottolineare che questo è uno studio osservazionale, il che significa che non può stabilire una relazione causa-effetto. Inoltre, i dati sull'assunzione di niacina e sulla storia dei calcoli si basano su auto-segnalazioni, il che potrebbe rappresentare un bias. Nonostante queste limitazioni, lo studio fornisce preziose informazioni sul potenziale ruolo della dieta nella prevenzione dei calcoli renali. Ulteriori ricerche, in particolare studi prospettici ben progettati, sono necessarie per confermare questi risultati e chiarire i meccanismi sottostanti”.
Nicola Miglino
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