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Dieta carnivora: rischi e benefici

28 Giugno 2025

La dieta carnivore emerge come un regime alimentare restrittivo che esclude categoricamente tutti gli alimenti di origine vegetale, concentrandosi esclusivamente sul consumo di prodotti animali quali carne, pesce, uova, organi, grassi animali e, in alcune varianti, latticini.

Caratterizzata da un bassissimo apporto di carboidrati, essa mira a indurre uno stato di chetosi, spostando il metabolismo energetico verso l'utilizzo dei grassi come principale substrato. In comune con altri protocolli di diete chetogeniche, l'eliminazione pressoché totale dei carboidrati favorisce una riduzione dei livelli di insulina, promuovendo la lipolisi e la produzione di corpi chetonici con la conseguente rapida perdita di peso iniziale, in parte dovuta alla riduzione delle riserve di glicogeno e della ritenzione idrica.

Sebbene il meccanismo specifico richieda ulteriori indagini, l'alto contenuto proteico e l'induzione della chetosi potrebbero contribuire a una maggiore sazietà e a una riduzione dell'appetito, sempre a benefico di una maggiore perdita di peso e una migliore aderenza al piano dietetico.

L'esclusione di alimenti contenenti lectine e fitati (cereali, legumi, alcune verdure) favorisce la gestione del peso riducendo i segnali di stoccaggio dei grassi e migliorando la sensibilità all'insulina. Inoltre, questi sono composti vegetali che in alcuni individui possono interferire con l'assorbimento dei nutrienti e potenzialmente esacerbare l'infiammazione. L'esclusione di questi antinutrienti potrebbe teoricamente migliorare la biodisponibilità di minerali e altri nutrienti presenti negli alimenti animali poiché, se ben pianificata, questa dieta può fornire elevate quantità di nutrienti essenziali e altamente biodisponibili, come la vitamina B12, il ferro eme e gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA, spesso meno abbondanti o meno facilmente assorbiti da fonti vegetali.

La riduzione dell'apporto di acido linoleico (omega-6) nella dieta carnivora potrebbe migliorare la regolazione energetica e il metabolismo dei grassi, mentre l'assenza di fibre e carboidrati fermentabili potrebbe ridurre il disagio gastrointestinale in individui sensibili.

La dieta carnivore rappresenta un approccio alimentare estremo con potenziali benefici, ma la ricerca scientifica specificamente focalizzata su questa dieta è ancora agli albori e la maggior parte delle evidenze attuali deriva da sondaggi auto-riportati e casi studio, che presentano intrinseche limitazioni metodologiche. Diverse le motivazioni che impongono cautela. L'esclusione completa di alimenti vegetali solleva preoccupazioni riguardo al potenziale rischio di carenze di vitamine, come la vitamina C e la vitamina K, minerali come il calcio e il potassio e fibre, tutti nutrienti che è possibile supplementare con integrazioni specifiche, ma che va pianificata con attenzione. L’assenza di fibre altera significativamente la composizione e la funzionalità del microbiota intestinale, con evidenti vantaggi nel miglioramento nei sintomi gastrointestinali per alcuni individui, ma con effetti a lungo termine sulla diversità microbica e sulla salute intestinale complessiva incerti.

In ultimo, il consumo di carne può indurre l'attivazione di mTor e Igf-1, invecchiamento accelerato, costrizione vascolare, aterosclerosi, malattie cardiache, aumento del rischio di diabete, effetti infiammatori sistemici, tumori (inclusi tumori del colon-retto e della prostata), prodotti finali di glicazione avanzata, funzione immunitaria compromessa/maggiore suscettibilità alle infezioni tramite accumulo di prodotti finali di glicazione avanzata a valle, ingestione di idrocarburi policiclici aromatici, aumento dei livelli di omocisteina tra molte altre patofisiologie.

I risultati di una revisione sistematica appena pubblicata mostrano chiaramente che le proteine ​​animali sono ottime per costruire muscoli, energia a breve termine, mantenere alti livelli di nutrienti, ma una dieta carnivor ha troppi effetti collaterali negativi a lungo termine per essere considerata una dieta per la longevità. Le prove sono molto solide e indicano che, se l'obiettivo è la longevità, va ridotta l'assunzione di proteine ​​dalle carni rosse e lavorate, preferendo invece le carni bianche o le fonti vegetali.

Silvia Ambrogio

Bibliografia

  • Diets for Body Weight Loss: A Comparison with Other Diets. Nutrients 2025, 17, 965.
  • The protein paradox, carnivore diet & hypertrophy versus longevity short term nutrition and hypertrophy versus longevity. Nutr Health. 2025 Mar 17:2601060251314575.
  • Can a carnivore diet provide all essential nutrients? Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2020 Oct;27(5):312-316.
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