Unghie, la nuova frontiera della diagnostica nutrizionale

26 Gennaio 2026

Per decenni, i medici hanno considerato le unghie principalmente come uno strumento per test tossicologici. Tuttavia, una ricerca rivoluzionaria condotta in Germania suggerisce che le mani nascondano un vero e proprio "archivio biologico" capace di rivelare abitudini alimentari a lungo termine e l'uso di integratori. Lo studio Fulda NutriNAIL, pubblicato sulla rivista BioFactors, apre la strada a un metodo non invasivo e a basso costo per valutare lo stato nutrizionale dei pazienti.

Le unghie come "scatole nere" della dieta

Il team di ricerca, guidato dal Marc Birringer del dipartimento di Scienze nutrizionali, alimentari e del consumo dell'Università di Scienze applicate di Fulda, nel sud-ovest della Germania, ha analizzato i frammenti di unghie di 184 adulti di età compresa tra 18 e 83 anni. Attraverso una tecnica altamente sensibile di spettrometria di massa, i ricercatori hanno misurato la concentrazione di 17 diversi elementi.

A differenza degli esami del sangue, che offrono un'istantanea del momento, le strutture ricche di cheratina come i capelli e le unghie accumulano minerali per periodi prolungati. I risultati dello studio hanno confermato che i profili minerali all'interno dei singoli individui rimangono ampiamente stabili per un periodo di 5,5 mesi, offrendo una visione coerente dell'esposizione minerale nel tempo.

Il caso del selenio e le differenze alimentari

Uno dei risultati più significativi riguarda il selenio. Lo studio ha rilevato che chi utilizza regolarmente integratori presenta livelli di selenio superiori del 21% rispetto a chi non ne fa uso. Al contrario, i partecipanti che seguono una dieta vegana hanno mostrato concentrazioni di selenio inferiori dell'11% rispetto agli onnivori. È emerso inoltre un legame con la salute sistemica: i soggetti affetti da disturbi della tiroide presentavano concentrazioni di selenio superiori di oltre il 10%. Il campione analizzato era composto per il 62% da onnivori, il 20% da vegetariani e l'11% da vegani, evidenziando come le scelte alimentari influenzino direttamente la composizione minerale delle unghie.

Segnali estetici e carenze nascoste

La ricerca ha anche fornito una base scientifica ad alcune osservazioni estetiche comuni. Molti di noi hanno notato piccoli cambiamenti nelle proprie unghie, ma raramente li colleghiamo alla dieta. Lo studio ha invece trovato correlazioni precise:

  • unghie fragili: associate a livelli di potassio inferiori del 30%;
  • macchie bianche: correlate a una presenza di cromo inferiore del 29%;
  • solchi longitudinali: legati a una riduzione dei livelli di sodio e potassio, probabilmente a causa del legame tra questi minerali e l'idratazione cellulare.

Inoltre, i ricercatori hanno osservato forti correlazioni tra coppie di minerali, come calcio e magnesio o calcio e fosforo, riflettendo complessi processi biologici all'interno delle cellule che producono le unghie.

"Siamo stati in grado di dimostrare che l'analisi delle unghie è un metodo pratico, economico e non invasivo per la ricerca sulla nutrizione e la prevenzione", ha affermato Birringer. “Questa tecnica potrebbe ampliare notevolmente il kit di strumenti diagnostici a disposizione dei medici, permettendo di identificare carenze o squilibri in modo semplice e senza il disagio di prelievi ematici continui”.

Nicola Miglino

 

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