A spiegare il quadro che emerge è Kim Perkins, Vitamin category manager di Now, secondo cui “i consumatori vedono gli integratori come uno strumento per colmare carenze nutrizionali e sostenere obiettivi di salute sempre più personalizzati. L’obiettivo della ricerca era di fotografare non solo la diffusione d’uso, ma anche l’evoluzione delle priorità di benessere e delle strategie con cui le persone costruiscono la propria salurte”
Un mercato sempre più personalizzato
Il dato più evidente è che oltre tre quarti del campione assumono integratori tutti i giorni, segno di un salto di status rispetto al passato, quando si ricorreva a questi prodotti solo in certe fasi o periodi. A questo si aggiunge il fatto che il 44% degli intervistati dichiara di prendere più integratori rispetto all’anno precedente, una crescita che Perkins collega all’ampliamento delle linee di prodotto e alla moltiplicazione dei bisogni percepiti. Alla base c’è una forte domanda di personalizzazione: esiste una routine di base condivisa, su cui però ciascuno innesta prodotti mirati per esigenze specifiche.
Le priorità di salute
Il sondaggio traccia una mappa chiara delle priorità che orientano gli acquisti. Gli americani usano integratori soprattutto per sostenere il sistema immunitario, mantenere livelli di energia adeguati e favorire la salute dell’intestino e della digestione; oltre il 30% cita anche il supporto a stress e umore, la qualità del sonno e la salute del cuore. Particolarmente dinamico è il segmento del controllo del peso: l’indagine rileva un aumento dell’11% nell’uso previsto di prodotti per il weight management tra il 2025 e il 2026. Perkins collega questo trend alla ricerca di alternative o complementi agli agonisti del Glp‑1. Pur in un contesto sempre più frammentato, alcune categorie continuano a costituire il cuore delle abitudini di integrazione: multivitaminici, vitamina D, magnesio, probiotici e Omega‑3 figurano tra i supplementi più utilizzati dagli intervistati.
Sicurezza e trasparenza
Accanto all’elevata diffusione, il sondaggio mette però in luce anche un fronte critico: quasi la metà degli intervistati esprime preoccupazioni su sicurezza e qualità degli integratori, mentre più di un terzo dichiara di non sapere con certezza quali marchi siano davvero affidabili. Per Perkins questo è un messaggio chiaro all’intera filiera, chiamata a investire non solo in nuovi prodotti ma anche in trasparenza sui processi di produzione e test, dalla materia prima al prodotto finito. “L’obiettivo - sottolinea - è permettere ai consumatori di sentirsi sicuri che ciò che è scritto in etichetta corrisponda a ciò che si trova nel flacone”. (n.m.)
