Cannella: alto il rischio frodi e sicurezza sul mercato Ue

20 Ottobre 2025

Uno studio del Joint research centre (Jrc) della Commissione europea ha rivelato una vasta rete di irregolarità e frodi che coinvolgono la cannella commercializzata nell'Unione europea. I risultati indicano che oltre due terzi (66%) dei campioni analizzati non rispettano gli standard internazionali di qualità, sono sospettati di frode, o non sono conformi alla legislazione europea in materia di sicurezza alimentare.

La cannella è una spezia particolarmente vulnerabile alle frodi. Nel 2023, era la quinta spezia più importata nell'Ue, preceduta solo da zenzero, paprika, pepe e curcuma. Con una domanda prevista in crescita, essa rappresenta un obiettivo attraente per i frodatori. La frode è facilitata dall'esistenza di due principali tipologie botaniche: la pregiata cannella di Ceylon (Cinnamomum verum), di maggior valore, e la Cassia (Cinnamomum cassia), un’alternativa più economica e di qualità inferiore. La Cassia contiene naturalmente cumarina, un composto aromatico che è potenzialmente tossico per il fegato se consumato in eccesso.

L'indagine, che fa parte degli sforzi della Commissione Europea per combattere le frodi nel settore di erbe e spezie, ha esaminato un totale di 104 campioni di cannella. Questi prodotti sono stati acquistati presso rivenditori in 10 Paesi dell’Ue, oltre che nel Regno Unito, in Serbia e in Sri Lanka.

Dei campioni, 44 erano specificamente etichettati come “cannella di Ceylon”. I ricercatori hanno riscontrato frodi di sostituzione diffusa: il 9% dei prodotti etichettati come cannella di Ceylon erano in realtà totalmente o parzialmente sostituiti dalla Cassia. Oltre alla sostituzione della varietà, lo studio ha rivelato problemi di qualità e adulterazione. Più di un campione su cinque (21%) non soddisfaceva gli standard internazionali a causa di un contenuto eccessivo di ceneri. Inoltre, è stata sospettata la sostituzione della corteccia (la parte che compone le classiche stecche) con altre parti dell'albero di cannella, come radici, foglie e fiori, in un alto tasso di campioni.

Gravi preoccupazioni sono state sollevate anche sulla sicurezza alimentare. Il 9,6% dei campioni analizzati ha superato il limite massimo europeo di 2 mg/kg stabilito per il piombo nella legislazione alimentare. Ancora più allarmante è il rischio legato alla cumarina: 31 prodotti sono risultati potenzialmente pericolosi per i bambini a causa degli elevati livelli di questo composto. Sebbene la legislazione Ue fissi limiti di cumarina per i prodotti da forno e gli aromi, non esiste una disposizione specifica per la cumarina naturalmente presente nella cannella.

Data l'elevata percentuale di irregolarità riscontrate, il Jrc conclude che è necessaria una maggiore attenzione e vigilanza su questa spezia da parte di tutti gli operatori del settore, inclusi produttori, laboratori di controllo, legislatori e la Commissione europea. (n.m.)

 

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