Mense pubbliche: verso una svolta green e salutista con una nuova proposta di legge

14 Maggio 2026

È stata recentemente presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge, d'iniziativa dell'On. Eleonora Evi e altri firmatari, che mira a trasformare radicalmente la ristorazione collettiva italiana. Il provvedimento, intitolato “Sostegno alla dieta mediterranea attraverso la valorizzazione di opzioni alimentari sane e sostenibili nelle mense pubbliche”, punta a integrare stabilmente la sostenibilità ambientale e la tutela della salute nei piatti di milioni di cittadini.

Il cuore della proposta risiede nell'introduzione dell'obbligo stabile di un’opzione alimentare a base vegetale, nutrizionalmente bilanciata, in ogni pasto principale erogato dalle mense pubbliche. Questo cambiamento riguarda una platea vastissima: scuole, università, ospedali, strutture socio-assistenziali, uffici pubblici e persino penitenziari. L’obiettivo non è solo salutistico, ma anche di equità sociale: garantire un'alternativa di qualità evita che chi sceglie di non consumare prodotti animali per ragioni etiche, religiose o personali debba accontentarsi di "pasti di ripiego" nutrizionalmente poveri. Un sondaggio dell'associazione Refood rivela, infatti, che il 36,9% degli intervistati in ambito ospedaliero non ha avuto accesso ad alcuna opzione vegetale durante la degenza o il lavoro.

Sostenibilità ambientale ed economica

La proposta si inserisce nel quadro dei Green Public Procurement (GPP) e dei Criteri Ambientali Minimi, promuovendo la differenziazione delle fonti proteiche verso un modello prevalentemente vegetale fondamentale per ridurre le pressioni ambientali dei sistemi alimentari. Oltre ai benefici ecologici, vi è un chiaro vantaggio economico: l’uso di legumi e proteine vegetali, meno soggetti alla volatilità dei prezzi rispetto alla carne, consente un contenimento dei costi unitari e una riduzione degli scarti legati alla deperibilità.

Prevenzione e cultura alimentare

Secondo i dati della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), l'aderenza alla dieta mediterranea in Italia è insufficiente, soprattutto tra i giovani, con un consumo di carne eccessivo e scarsi apporti di verdure e cereali integrali. Intervenire sulle mense significa agire sulla prevenzione di patologie croniche e oncologiche. La proposta prevede che l'opzione vegetale non sia "deteriore" rispetto alle altre, ma composta da fonti proteiche vegetali, cereali integrali e grassi di qualità, garantendo appetibilità e varietà.

Monitoraggio e prospettive europee

Per assicurare l’efficacia della legge, verrà istituita una Cabina di Regia presso il Ministero della Salute, con compiti di monitoraggio sulla qualità dell’offerta e sulla formazione del personale. L’Italia segue così l’esempio di altri paesi europei: il Portogallo, che già dal 2017 impone un’opzione vegetale, e la Finlandia, che punta a dimezzare il consumo di carne nelle mense entro il 2030. (n.m.)

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…