Lo scorso 14 maggio, presso Palazzo Giustiniani (foto) a Roma, si è tenuto il convegno “Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari: un approccio integrato per la salute pubblica”. L'evento, organizzato dall’Intergruppo Parlamentare dedicato a queste patologie in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia del 16 maggio, ha delineato una strategia nazionale per affrontare condizioni che, nel loro insieme, interessano oggi quasi la metà della popolazione italiana.
Il fenomeno dell’allergia alimentare balza spesso agli onori delle cronache in occasione di eventi drammatici che si verificano solitamente fuori casa, a causa dell’ingestione accidentale di alimenti contaminati. Sebbene non esista un censimento preciso, gli esperti stimano che circa il 4-5% degli italiani soffra di questa condizione e, dato ancora più allarmante, un soggetto su dieci tra questi è a rischio di shock anafilattico.
Negli adulti con allergie alimentari, il rapporto con il cibo può trasformarsi profondamente, fino a sfociare in comportamenti evitanti e restrittivi. In questa intervista, Laura Polloni, dirigente psicologo e psicoterapeuta presso l’Aou di Padova e prima firma di un articolo sul tema pubblicato di recente su Nutrients, esplora il ruolo dell’ansia, i fattori di rischio e l’importanza di un approccio multidisciplinare. Un approfondimento per comprendere come sostenere i pazienti verso un rapporto più sereno ed equilibrato con l’alimentazione.
La composizione del microbiota intestinale presente nel primo mese di vita di un bambino è un forte predittore dello sviluppo di sensibilizzazioni e allergie alimentari, in particolare all'uovo, fino a sette anni dopo. Queste le conclusioni di uno studio condotto dal Riken Center for Integrative Medical Sciences di Wako, in Giappone e pubblicato di recente sul Journal of allergy and clinical immunology.