Il disturbo da alimentazione incontrollata, più comunemente noto come binge eating, non è solo una questione di calorie o di forza di volontà, ma la manifestazione di un profondo disagio psicologico. Questa patologia è in forte aumento in Italia, dove affligge oltre 600mila persone e ha superato per frequenza anoressia e bulimia. Rappresenta più del 20% dei 3 milioni di pazienti con diagnosi di un disturbo del comportamento alimentare.
Dispercezione corporea, ovvero un disagio alla base di molti disturbi del comportamento alimentare (Dca) come anoressia e bulimia, che colpiscono, secondo le stime, oltre 3 milioni di persone in Italia. In sostanza, quando l’immagine interiore che una persona ha di sé entra in conflitto con l’aspetto fisico percepito o idealizzato. Da qui, vissuti di inadeguatezza, perdita di autostima, fino a incrinare la continuità dell’identità personale. Ancor più d’estate, quando la necessità di indossare abiti leggeri, così come il moltiplicarsi delle occasioni sociali, sono tutti fattori che possono intensificare i problemi di immagine corporea, aumentando l’ansia e il disagio di chi soffre di Dca.
In concomitanza con la Settimana del Fiocchetto Lilla, culminante nella Giornata nazionale del 15 marzo dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, un nuovo studio pubblicato su Nutrients fa luce su alcuni aspetti cruciali per la cura personalizzata dell'anoressia nervosa.
Una persona su cinque nel mondo e una su tre in Italia soffrono di Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (Dan). Non si tratta semplicemente di abitudini scorrette legate al cibo, ma di disturbi di natura psichiatrica con un’alta frequenza di complicanze mediche, che possono portare anche alla morte.