Cresce l’interesse per Digiuno intermittente (If), Time-restricted eating (Tre) e crononutrizione, spesso raccontati come scorciatoie metaboliche semplici ed efficaci. Cosa ci dicono davvero i dati clinici, al di là dell’entusiasmo mediatico? In questa intervista, Sofia Lotti del dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’università di Firenze e prima firma di una recente review su Nutrients dedicata all’argomento, ci aiuta a fare chiarezza, distinguendo ipotesi biologiche, risultati negli esseri umani e reali implicazioni cliniche. Un’analisi critica che rimette al centro bilancio energetico, composizione corporea e personalizzazione degli interventi nutrizionali.

Legumi, cereali integrali e verdure. Poco pesce, niente carne rossa, zuccheri e cereali raffinati in dosi limitate e, ancora, noci, olio d'oliva e un po' di cioccolato fondente. Il tutto, con periodi alternati di digiuno. Questa la ricetta per vivere a lungo proposta sulle colonne di Cell da Valter Longo, della Usc Leonard Davis School of Gerontology di San Francisco e Rozalyn Anderson, dell'Università del Wisconsin.

Per combattere il cancro dovremo combinare terapie standard, come la chemioterapia, l’immunoterapia o la terapia ormonale, a terapie nutrizionali in cui viene rivoluzionata la disponibilità di nutrienti: i cambiamenti nell’alimentazione devono rendere il sangue ostico alle cellule tumorali al punto che una terapia mirata riesca a ucciderle tutte.

Come mai siamo riusciti a ridurre il rischio di malattie mortali come quelle cardiovascolari e molte altre, ma non abbiamo avuto altrettanto successo contro il cancro? Perché i tumori sono malattie complesse, mai identici tra di loro. Hanno però una cosa in comune: sono fatti di cellule che si nutrono molto più di quelle sane, soprattutto quando attaccate dalle terapie standard.

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