La sindrome fibromialgica rappresenta una delle sfide più complesse della medicina contemporanea. Si tratta di una patologia cronica e invalidante caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, fatica persistente, disturbi del sonno e disfunzioni cognitive, spesso riassunte nel termine clinico fibro-fog.
Una recente revisione sistematica e metanalisi pubblicata su Nutrients, condotta da Sara Ilari, Saverio Nucera e colleghi di diversi istituti italiani, tra cui l'Irccs San Raffaele Roma e l'Università "Magna Graecia" di Catanzaro, suggerisce che la supplementazione di Vitamina D potrebbe svolgere un ruolo importante come coadiuvante nella gestione della fibromialgia.
Il 5-idrossitriptofano (5-Htp), aminoacido naturale che non partecipa alla sintesi proteica ma è il precursore del neurotrasmettitore serotonina e dell'ormone amminico melatonina, svolge un ruolo importante nella regolazione delle emozioni, del comportamento, del sonno, del dolore e della temperatura corporea. È attualmente usato nel trattamento di depressione, insonnia ed emicrania, ma il suo ruolo si sta dimostrando interessante anche in altri ambiti terapeutici.
Oltre alla terapia farmacologica oggi la pratica clinica guarda con grande interesse al ruolo che possono esercitare le opzioni di trattamento “integrato” alla fibromialgia: esercizio, rilascio miofasciale, psicoterapia e integrazione di nutrienti. Quest’ultima è una modalità di trattamento oggi ampiamente studiata poiché numerose carenze sono state collegate alla fibromialgia.