Un programma di esercizio fisico ad alta intensità associato all'assunzione serale di melatonina potrebbe rappresentare una strategia promettente per ridurre infiammazione, stress ossidativo e colesterolo Ldl nelle persone affette da sclerosi multipla (Sm). È quanto emerge da un piccolo studio clinico randomizzato pubblicato sulla rivista Brain Research Bulletin, che suggerisce come la combinazione delle due terapie sia più efficace rispetto all'esercizio o alla melatonina utilizzati singolarmente.
Ha suscitato clamore, nei giorni scorsi, la notizia di uno studio presentato alle Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association (Aha), che segnala una forte correlazione tra l'assunzione cronica di melatonina e il rischio di insufficienza cardiaca e mortalità. Molti i dubbi, a partire dai limiti dello studio riconosciuti dagli stessi Autori e sottolineati, in un commento da noi raccolto, anche da Arrigo Cicero, Presidente Sinut (Società italiana di nutraceutica). Andiamo, però, con ordine.
Una recente review, pubblicata su Nutrients, ha preso in esame il ruolo della melatonina nella gestione del dolore neuropatico, una condizione cronica derivante da danni al sistema nervoso somatosensoriale, con impatto significativo sulla qualità della vita. A parlarcene, Rita Rezzani e Gaia Favero, Sezione di Anatomia e Fisiopatologia, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università degli Studi di Brescia.
La patogenesi della Malattia da reflusso gastroesofageo (Gerd) è multifattoriale e coinvolge un'eccessiva secrezione acida gastrica, difese esofagee indebolite e infiammazione cronica. L'uso prolungato di inibitori della pompa protonica e antagonisti dei recettori H2 ha diversi effetti avversi, motivo per cui la ricerca è sempre molto attiva nello studio di composti naturali che possano essere parte integrante della terapia di una condizione molto comune, con sintomi fastidiosi e/o complicanze.