Melatonina ed esercizio fisico: possibili benefici nella sclerosi multipla

13 Luglio 2026

Un programma di esercizio fisico ad alta intensità associato all'assunzione serale di melatonina potrebbe rappresentare una strategia promettente per ridurre infiammazione, stress ossidativo e colesterolo Ldl nelle persone affette da sclerosi multipla (Sm). È quanto emerge da un piccolo studio clinico randomizzato pubblicato sulla rivista Brain Research Bulletin, che suggerisce come la combinazione delle due terapie sia più efficace rispetto all'esercizio o alla melatonina utilizzati singolarmente.

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. L'infiammazione persistente e il danno alla mielina favoriscono un aumento dello stress ossidativo, cioè l'accumulo di molecole altamente reattive che danneggiano cellule e tessuti. Da tempo sia l'attività fisica sia la melatonina, l'ormone che regola il ritmo sonno-veglia, sono considerate due possibili alleate nel contrastare questi processi, ma finora nessuno studio aveva valutato gli effetti della loro associazione.

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori tunisini hanno coinvolto 49 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, suddividendoli casualmente in quattro gruppi: allenamento più melatonina, allenamento più placebo, sola melatonina oppure placebo. L'intervento è durato 12 settimane. I partecipanti ai gruppi di allenamento hanno svolto tre sedute settimanali comprendenti esercizi aerobici ad alta intensità intervallati e allenamento di resistenza, mentre chi assumeva melatonina ha ricevuto una dose di 3 mg ogni sera prima di coricarsi.

I risultati hanno mostrato che la combinazione di esercizio e melatonina ha determinato i miglioramenti più marcati. In particolare, sono aumentati i livelli di alcuni importanti antiossidanti naturali, mentre si sono ridotti i marcatori dello stress ossidativo, le cellule immunitarie coinvolte nei processi infiammatori e il colesterolo Ldl. Inoltre, i partecipanti che hanno seguito il trattamento combinato hanno registrato una riduzione della massa grassa e un aumento della massa magra superiori rispetto a chi aveva praticato soltanto esercizio fisico.

Un dato interessante è che né la sola melatonina né il solo allenamento sono riusciti a ottenere gli stessi effetti sui principali marcatori dello stress ossidativo. Questo suggerisce che i due interventi possano agire in modo sinergico, potenziando reciprocamente i propri benefici biologici. Secondo gli autori, la melatonina potrebbe rafforzare le difese antiossidanti dell'organismo e migliorare la qualità del sonno, favorendo il recupero dopo l'esercizio e amplificandone gli effetti antinfiammatori.

Lo studio, tuttavia, presenta alcuni limiti importanti. Il numero dei partecipanti era ridotto, il periodo di osservazione è stato di soli tre mesi e sono stati valutati principalmente parametri biologici, senza analizzare in modo approfondito l'impatto sui sintomi clinici, sulla qualità della vita o sulla progressione della malattia. Inoltre, non sono emerse differenze significative nella funzionalità renale o nei livelli di infiammazione sistemica misurati con la proteina C-reattiva, sebbene non siano stati registrati problemi di sicurezza durante il trattamento.

Nel complesso, i risultati indicano che associare un programma strutturato di esercizio fisico alla supplementazione con melatonina potrebbe rappresentare un approccio complementare interessante nella gestione della sclerosi multipla. Saranno però necessari studi più ampi e di durata maggiore per confermare questi dati e stabilire se tali benefici si traducano anche in un miglioramento concreto della salute e della qualità di vita dei pazienti. (n.m.)

 

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