Quale ruolo svolge la vitamina D nel contrastare la sarcopenia nelle donne, in particolare dopo la menopausa? Uno studio pubblicato su Nutrients, coordinato dalla Prof.ssa Sara Salucci, del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM) dell’Università di Bologna, analizza le interazioni tra stato vitaminico, modelli alimentari e attività fisica. Al centro, i benefici e i limiti della supplementazione e l’importanza di un approccio integrato per preservare massa, forza e funzionalità muscolare.
Una maggiore assunzione quotidiana di vitamina D potrebbe essere associata a migliori prestazioni cognitive nelle persone con deterioramento cognitivo lieve (Mci) e disturbi del sonno. È quanto emerge da uno studio dell’Emory University, pubblicato su Sleep Medicine, che ha osservato una correlazione particolarmente evidente nei partecipanti che riferivano di assumere almeno 5.000 UI di vitamina D al giorno. Lo studio ha coinvolto 54 adulti, con un’età media di 67,2 anni, accomunati dalla presenza di Mci, diagnosticato o sospetto, e da disturbi del sonno.
L'integrazione nutrizionale nel paziente cardiochirurgico è oggi una strategia adiuvante mirata sul mitocondrio, epicentro del danno da ischemia-riperfusione (Iri) indotto dalla circolazione extracorporea (Cpb). Il mitocondrio è contemporaneamente principale consumatore di ossigeno, produttore di Atp e sorgente primaria di specie reattive dell'ossigeno (Ros) e attorno a esso si articola la tempesta metabolica perioperatoria. Su questo bersaglio si inserisce una recente revisione sistematica che ha stratificato gli agenti metabolici orali per forza di raccomandazione.
Livelli più elevati di vitamina A sono associati a una migliore funzionalità respiratoria, sia nei bambini sia negli adulti affetti da asma. Negli adulti, anche la vitamina D sembra svolgere un ruolo protettivo, non solo a favore dei polmoni ma anche contro l'invecchiamento biologico. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Thorax, edita dal Bmj Group, che apre nuove prospettive sul legame tra nutrizione, salute respiratoria ed epigenetica.