Negli Stati Uniti sta emergendo una tendenza preoccupante che mette a rischio la salute dei più piccoli: un numero crescente di genitori sceglie di non somministrare l'iniezione di vitamina K ai propri neonati alla nascita. Sebbene i tassi di rifiuto rimangano complessivamente bassi, al di sotto dell'1% in molti ospedali, i dati recenti mostrano una crescita costante che preoccupa la comunità medica. Una revisione sistematica della ricerca, che sarà presentata al 78° incontro annuale dell'American academy of neurology in programma dal 18 al 22 aprile prossimi, evidenzia come questa scelta esponga i bambini a un rischio significativamente più alto di emorragie cerebrali potenzialmente letali e disabilità a lungo termine.

Non esiste un’età definita per procedere con lo svezzamento: il momento giusto dipende dalle caratteristiche individuali, dallo sviluppo in utero e post-nascita e da eventuale parto prematuro.

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