Il dibattito sulla Legge di Bilancio 2026 ha acceso i riflettori sulla nutrizione clinica, portando alla presentazione di numerosi emendamenti che hanno riscosso il plauso unanime delle principali realtà del settore: la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), la Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (Sinpe) e la Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc).
Nei giorni scorsi, la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano ha lanciato YouGoody, un progetto ambizioso che mira a riscrivere le regole della prevenzione del cancro. Questo studio innovativo coinvolge ben 100.000 cittadini italiani e si propone di esplorare il legame tra gli stili di vita in rapida evoluzione e l'insorgenza dei tumori e di altre malattie croniche. Avviato nel 2023 e aperto alle iscrizioni fino al 2026, YouGoody raccoglie e aggiorna ogni due anni dati cruciali su dieta, fumo, attività fisica e salute generale dei partecipanti. L'obiettivo primario è costruire strategie di prevenzione efficaci, attuali e scientificamente fondate, capaci di adattarsi a un mondo in continuo mutamento.
L’uso nella pratica clinica di integratori alimentari orali che forniscono energia, proteine, macronutrienti e micronutrienti sono raccomandati per aiutare a raggiungere gli obiettivi nutrizionali nei pazienti oncologici, in particolare in quelli più a rischio di andare incontro a malnutrizione o che già hanno perso peso prima di iniziare le terapie.
Nonostante sia riconosciuta come un pilastro fondamentale nel percorso di cura oncologico, la nutrizione si rivela ancora una “Cenerentola” in Italia. È quanto emerge dalla survey “Percorsi di screening nutrizionali in oncologia”, promossa dal Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) e presentata nei giorni scorsi al XXIX congresso nazionale della società scientifica a Firenze.