"Nutrient timing. Quando e cosa mangiare per la massima performance sportiva" (L. Link, Elika Ed.; 272 pp.; 28 Euro), rappresenta una guida per chiunque desideri elevare le proprie prestazioni fisiche, dai professionisti ai semplici appassionati. Il testo mette in luce un aspetto spesso trascurato della nutrizione sportiva: il timing dei nutrienti, ovvero il momento esatto in cui consumare determinati alimenti per massimizzare l'energia e favorire i meccanismi del metabolismo.

In un'epoca caratterizzata da un flusso incessante di informazioni, il campo della nutrizione si trova oggi al centro di un’evoluzione rapidissima, dove la ricerca scientifica deve confrontarsi quotidianamente con la pratica clinica e, soprattutto, con la comunicazione rivolta al grande pubblico. Muoversi in questo ambito rappresenta una sfida cruciale: comprendere e trasmettere correttamente il ruolo di nutrienti e modelli dietetici è diventato complesso, specialmente in un contesto dominato da semplificazioni eccessive e mode alimentari passeggere. Secondo recenti indagini condotte a livello europeo, oltre il 60% dei cittadini dichiara di informarsi sulla nutrizione principalmente attraverso i social media, canali dove la qualità e l'autorevolezza delle fonti risultano estremamente variabili e spesso fuorvianti.

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro dello scorso 4 febbraio, il Senato ha acceso i riflettori su un tema ancora troppo sottovalutato, la malnutrizione nei pazienti oncologici, che può colpire fino all’80% dei malati e compromettere la sopravvivenza, la tolleranza alle terapie e la qualità della vita.

Il prossimo 28 novembre, la Società italiana studio dolore orofacciale (Sisdo) organizza il convegno Nutrizione e dolore presso la Sala Consiliare dell'Università degli Studi di Brescia.

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