L’incontro “Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione medica specializzata in oncologia” (Foto), promosso dalla Senatrice Licia Ronzulli con Favo RA OdV, ha messo in evidenza il ruolo fondamentale dei Supplementi nutrizionali orali (Ons), veri e propri strumenti terapeutici capaci di contrastare la perdita di peso, la cachessia e la sarcopenia, comuni nei pazienti oncologici in fase avanzata.
“In Italia circa il 60% dei pazienti oncologici è già a rischio di malnutrizione al momento della diagnosi”, sottolinea Francesco De Lorenzo, presidente Favo. “La presa in carico nutrizionale tempestiva non è un optional: è un diritto del paziente e una risorsa per il sistema sanitario, capace di ridurre complicanze, degenze e riospedalizzazioni, migliorando gli esiti delle cure”.
Il supporto nutrizionale personalizzato, come conferma Riccardo Caccialanza, direttore della Sc Dietetica e Nutrizione clinica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, ha dimostrato benefici concreti:
“La prescrizione di Ons migliora in maniera significativa lo stato nutrizionale dei pazienti, sostenendo la massa muscolare e preservando la funzionalità fisica, aspetti strettamente legati alla qualità della vita. Non si tratta solo di un supporto accessorio: un intervento nutrizionale adeguato influenza direttamente la tolleranza alle terapie oncologiche, riducendo nausea, affaticamento e complicanze metaboliche. Studi europei mostrano che la nutrizione clinica strutturata abbassa la mortalità a 30 giorni e diminuisce la necessità di riospedalizzazioni. Allo stesso tempo, l’uso corretto degli Ons produce risparmi significativi per il Servizio sanitario nazionale, fino al 12% in ambito ospedaliero e al 9% sul territorio, grazie alla riduzione delle complicanze e della durata dei ricoveri. In questo senso, la nutrizione medica diventa un vero strumento terapeutico, capace di migliorare gli esiti clinici e sostenere la sostenibilità economica del sistema sanitario.”
Nonostante le evidenze scientifiche, in Italia l’accesso agli Ons è ancora frammentato e disomogeneo, legato alle differenze regionali e alla disponibilità economica dei pazienti. Per questo, esperti e associazioni chiedono l’inserimento strutturale degli Ons nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), garantendo equità e continuità della cura su tutto il territorio nazionale. La recente Legge di Bilancio 2026 ha previsto fondi per programmi di screening nutrizionale, ma la sfida, a detta degli esperti, resta quella di rendere queste pratiche uniformi e realmente accessibili.
La dimensione umana del problema è stata raccontata da Rosanna Banfi, presente all’evento con il padre Lino Banfi: “I trattamenti oncologici possono alterare il gusto, ridurre l’appetito e rendere il corpo più fragile. La malnutrizione è una malattia nella malattia, e la nutrizione medica specializzata è fondamentale per affrontarla. Prendersi cura della nutrizione significa prendersi cura della vita.” (n.m.)
