In un panorama clinico in cui la fragilità, la sarcopenia e la malnutrizione rappresentano sfide crescenti per la salute pubblica, una recente scoperta scientifica italiana accende una nuova luce sulla possibilità di intervenire attraverso la nutrizione mirata. Uno studio d'avanguardia, condotto dalla start-up 3trees Healthcare in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell'Università della Tuscia (UniTus), ha dimostrato, per il momento in ambito pre-clinico, come una specifica combinazione di nutrienti sia in grado di contrastare gli effetti deleteri dell'infiammazione sul metabolismo ormonale. La ricerca, pubblicata su Frontiers in Nutrition, si focalizza su un meccanismo biologico spesso trascurato ma fondamentale per il benessere metabolico: l'attivazione periferica degli ormoni tiroidei.
Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni vitali, come quelle cardiovascolare, respiratoria, metabolica, muscolare, scheletrica, gonadica e di controllo della crescita e dello sviluppo.
In presenza di disturbi della tiroide, la dieta può diventare oggetto di dubbi e preoccupazioni per i pazienti. Lo testimonia il crescente numero di ricerche effettuate ogni giorno in rete sul complicato rapporto tra tiroide e alimentazione che mette in luce il bisogno degli utenti di fare chiarezza su questi temi. Per rispondere a questa esigenza è nata la campagna "Dal Palato alla Tiroide", realizzata con il patrocinio della Società italiana di endocrinologia (Sie) e il contributo non condizionante di Ibsa Italy volta a promuovere una maggiore consapevolezza nella popolazione sui disturbi tiroidei e il legame con la nutrizione.
La Dieta mediterranea si conferma la migliore strategia alimentare per contrastare la comparsa di malattie autoimmuni della tiroide, come emerge da una review recentemente pubblicata su Nutrients. A parlarcene, Rosaria Ruggeri, Uoc di Endocrinologia del Policlinico “Gaetano Martino” di Messina, prima firma del lavoro.