Supplementazione vitaminica e minerale durante chemioterapia: tra falsi miti e evidenze scientifiche
L'impiego di vitamine, minerali e nutraceutici nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia è un tema che continua a suscitare interrogativi tra professionisti sanitari e pazienti. Da un lato persistono timori legati al rischio che alcuni integratori possano interferire con l'efficacia dei trattamenti antitumorali; dall'altro è diffusa la convinzione che ciò che è "naturale" sia sempre innocuo e vantaggioso. Qual è il confine tra prudenza e opportunità clinica?
Ne ha parlato Maurizio Fadda, Dietista senior presso la Uo di Gastroenterologia, Endoscopia e Nutrizione clinica dell'Ospedale Koelliker di Torino, al recente Congresso nazionale Sinut di Bologna, con una relazione dedicata proprio al tema della supplementazione vitaminico-minerale durante la chemioterapia. Un'occasione per fare chiarezza sulle evidenze scientifiche disponibili, distinguere i reali rischi dai falsi miti e comprendere quale possa essere il ruolo del dietista nella gestione nutrizionale del paziente oncologico.
Il mercato europeo degli integratori alimentari continua a crescere a doppia cifra, trainato da nuovi bisogni di salute, prevenzione e benessere. Nel 2025 il comparto ha raggiunto un valore di 24 miliardi di euro, registrando un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. A fotografare lo scenario è l’indagine Iqvia presentata durante l’Assemblea annuale 2026 di Integratori & Salute, l’associazione di riferimento del settore che riunisce circa 200 aziende nazionali e multinazionali ed è parte di Unione italiana food. L’evento, svoltosi nei giorni scorsi a Milano, ha acceso i riflettori sui temi cruciali per il futuro del comparto: armonizzazione normativa europea, innovazione scientifica, digitalizzazione e nuovi modelli di consumo. Un settore che guarda con decisione avanti ma che, secondo gli operatori, continua a fare i conti con limiti regolatori che rischiano di rallentare la competitività delle aziende europee rispetto ai mercati extra Ue.
Il dibattito sulla regolamentazione delle vitamine e dei minerali negli integratori alimentari ha raggiunto un punto di svolta. Al centro della discussione non c'è solo la necessità di proteggere i consumatori da potenziali rischi, ma anche l'urgenza di garantire che questi prodotti possano effettivamente svolgere la loro funzione fisiologica. Questo è il tema portante di un recente e rilevante paper scientifico pubblicato sulla rivista Archives of medical science, firmato da Arrigo Cicero, Federica Fogacci, Franca Marangoni e Andrea Poli.
La regolamentazione dei micronutrienti negli integratori alimentari in Europa è complessa per la mancanza di armonizzazione, alla ricerca continua di un equilibrio precario tra assunzione adeguata e rischi di eccessi. Una riflessione critica sull’argomento è comparsa di recente su Archives of medical science a firma di Franca Marangoni, Federica Fogacci, Arrigo Cicero e Andrea Poli. A parlarcene, Arrigo Cicero, presidente Sinut (Società italiana di nutraceutica).