Legumi, un tesoro nascosto e poco conosciuto

14 Febbraio 2025

Alleati di salute e ambiente ma ancora poco utilizzati. Nonostante i benefici ampiamente riconosciuti, infatti, il consumo di legumi in Italia è inferiore alle raccomandazioni delle Linee Guida per una Sana Alimentazione, come ribadito in una nota dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione della Giornata mondiale dei legumi celebrata lo scorso 10 febbraio, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sui benefici nutrizionali, economici e ambientali associati a questi alimenti, spesso sono sottovalutati nelle diete moderne.

I legumi sono una preziosa fonte di proteine vegetali, fibre, micronutrienti essenziali come vitamine del gruppo B, ferro e zinco. Il loro consumo regolare è associato a un ridotto rischio di malattie cronico-degenerative, tra cui malattie cardiovascolari, obesità, diabete e alcune forme di cancro. A livello globale, il consumo medio annuo è di 7,77 kg pro capite, con i livelli più alti in Africa (11,46 kg pro capite) e più bassi in Europa (2,97 kg pro capite). In Italia, i dati indicano che meno della metà della popolazione rispetta la frequenza di consumo raccomandata (2-3 porzioni a settimana). Il consumo è più elevato nelle regioni del Sud Italia e tra le persone fisicamente attive. Uomini, persone sopra i 40 anni e con redditi più alti tendono a consumarne meno.

I legumi svolgono un ruolo cruciale anche sul fronte della sostenibilità ambientale, grazie alla loro capacità di migliorare la fertilità dei terreni e fissare l'azoto atmosferico, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici. Inoltre, richiedono un basso utilizzo di risorse idriche per la coltivazione e generano ridotte emissioni di gas serra, rappresentando, così, alimenti a basso impatto ambientale.

“È necessario sensibilizzare il pubblico sull'importanza di aumentare il consumo di legumi, sottolineando i loro benefici nutrizionali, economici e ambientali”, sottolinea Erica Cardamone, ricercatrice presso il dipartimento di sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss. “Parallelamente, è importante promuovere una riduzione del consumo di fonti proteiche di origine animale. Una dieta più vegetale è essenziale per proteggere sia la salute umana che quella del pianeta, riducendo l'impatto ambientale dell'agricoltura intensiva”. (n.m.)

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