I legumi sono una preziosa fonte di proteine vegetali, fibre, micronutrienti essenziali come vitamine del gruppo B, ferro e zinco. Il loro consumo regolare è associato a un ridotto rischio di malattie cronico-degenerative, tra cui malattie cardiovascolari, obesità, diabete e alcune forme di cancro. A livello globale, il consumo medio annuo è di 7,77 kg pro capite, con i livelli più alti in Africa (11,46 kg pro capite) e più bassi in Europa (2,97 kg pro capite). In Italia, i dati indicano che meno della metà della popolazione rispetta la frequenza di consumo raccomandata (2-3 porzioni a settimana). Il consumo è più elevato nelle regioni del Sud Italia e tra le persone fisicamente attive. Uomini, persone sopra i 40 anni e con redditi più alti tendono a consumarne meno.
I legumi svolgono un ruolo cruciale anche sul fronte della sostenibilità ambientale, grazie alla loro capacità di migliorare la fertilità dei terreni e fissare l'azoto atmosferico, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici. Inoltre, richiedono un basso utilizzo di risorse idriche per la coltivazione e generano ridotte emissioni di gas serra, rappresentando, così, alimenti a basso impatto ambientale.
“È necessario sensibilizzare il pubblico sull'importanza di aumentare il consumo di legumi, sottolineando i loro benefici nutrizionali, economici e ambientali”, sottolinea Erica Cardamone, ricercatrice presso il dipartimento di sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss. “Parallelamente, è importante promuovere una riduzione del consumo di fonti proteiche di origine animale. Una dieta più vegetale è essenziale per proteggere sia la salute umana che quella del pianeta, riducendo l'impatto ambientale dell'agricoltura intensiva”. (n.m.)
