Dalle foglie d'olivo il futuro della rigenerazione corneale

20 Giugno 2025

Un gruppo di ricerca dell'Università di Pisa, in collaborazione con l'Università di Siena e colleghi portoghesi, ha sviluppato un nuovo collirio naturale per la cura e la rigenerazione delle lesioni corneali, i cui  risultati preliminari sono stati raccontati in uno studio pubblicato sul Journal of Drug Delivery Science and Technology.

Le lesioni corneali rappresentano una sfida significativa nel campo dell'oftalmologia, dato che la cornea è un tessuto unico: trasparente, privo di vasi sanguigni, estremamente innervato e sensibile. Il processo di guarigione corneale è complesso e richiede terapie che non solo favoriscano la rigenerazione, ma proteggano anche da infezioni che potrebbero portare a cecità. Le attuali terapie topiche, pur essendo disponibili, spesso presentano scarsa biodisponibilità a causa della rapida eliminazione del farmaco dalla superficie oculare, dovuta a meccanismi protettivi come l'ammiccamento e il drenaggio lacrimale.

In questo contesto, i ricercatori hanno compiuto un passo avanti, sviluppando un nuovo collirio a base di estratto di foglie d'olivo che promette di superare queste limitazioni.

Il collirio sfrutta un estratto vegetale derivato da scarti agricoli, specificamente foglie di olivo provenienti da cultivar italiane (Giarraffa, Leccino e Maurino) sottoposte a stress idrico (Ole-Gs). È stato dimostrato, infatti, che le piante di olivo, in condizioni di siccità, producono una maggiore concentrazione di polifenoli, composti bioattivi con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie cruciali per la rigenerazione tissutale. Tra questi, la diidroquercetina e la luteolina sono stati identificate per il loro ruolo nel reprimere lo stress ossidativo, mitigare l'infiammazione e promuovere la proliferazione cellulare.

Per massimizzare l'efficacia terapeutica dell'estratto, i ricercatori pisani hanno combinato l'Ole-Gs con un polimero innovativo (un derivato del chitosano ammonio quaternario coniugato con una metil-β-ciclodestrina) sintetizzato dallo stesso gruppo di ricerca pisano. Questo materiale, proprio grazie alla presenza di chitosano, possiede infatti proprietà mucoadesive che permettono al principio attivo di aderire più a lungo alla superficie oculare, prolungandone l’azione terapeutica.

I risultati ottenuti sono molto promettenti. I test in vitro hanno evidenziato un’accelerazione significativa della chiusura delle ferite corneali, mentre i test in vivo su modelli animali hanno confermato l’assenza di irritazioni oculari, dimostrando l’elevata tollerabilità del prodotto. Inoltre, le formulazioni hanno mostrato una notevole capacità di proteggere le cellule dallo stress ossidativo e di mantenere stabile l’attività dei polifenoli in ambiente oculare simulato.

Tra gli aspetti più interessanti della ricerca, la sostenibilità ambientale del ritrovato. Le foglie d’olivo utilizzate per l'estratto, inftti, sono un sottoprodotto agricolo che viene normalmente considerato uno scarto. Il loro impiego in ambito salutistico rappresenta un eccellente esempio di economia circolare. Inoltre, gli olivi da cui proviene l'estratto sono stati coltivati in condizioni di stress idrico: le piante sottoposte a siccità producono una maggiore concentrazione di polifenoli, trasformando un effetto del cambiamento climatico in un'opportunità per ottenere principi attivi più potenti.

Così conclude Angela Fabiano, coordinatrice dello studio e docente del dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa: “Abbiamo sviluppato una formulazione semplice, naturale e altamente efficace, che potrebbe rappresentare una valida alternativa ai trattamenti convenzionali per le lesioni corneali. Il nostro obiettivo è offrire soluzioni terapeutiche più sicure, sostenibili e accessibili.”

 

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