“Nell’Italia contemporanea, il cibo ha trasceso la funzione di mero nutrimento, assurgendo a linguaggio, identità e riflesso dei valori sia individuali che collettivi”, si legge nel documento. “Mangiare è ormai un atto simbolico e sociale che narra chi siamo e in quale mondo si desidera vivere. Le attuali scelte a tavola riflettono un delicato equilibrio tra tradizione e innovazione, pesantemente influenzato dalle condizioni economiche, che spingono a tenere conto dell'aumento dei prezzi, pur mantenendo una crescente attenzione verso la salute”.
La stragrande maggioranza degli italiani intervistati dall’Eurispes si dichiara onnivora (84,9%). Tuttavia, l'analisi evidenzia una quota non trascurabile di popolazione che ha fatto scelte diverse, con il 9,5% dei cittadini dai 18 anni in su che non consuma carne, un dato che rimane in linea con le rilevazioni dell'anno precedente.
Vegani in crescita
Nello specifico, i vegetariani rappresentano il 6,6% degli interpellati. Sebbene il loro trend sia in lieve flessione rispetto al 2024 (-0,6%), i valori attuali risultano in crescita se confrontati con il periodo che va dal 2017 in poi. La minoranza più ristretta, ma in forte espansione, è quella dei vegani, pari al 2,9%. Questo dato segna un aumento dello 0,6% rispetto al 2024.
L’analisi della serie storica (2014-2025) suggerisce che la percentuale vegana, attestandosi tra il 2% e il 3% (se si esclude il calo del 2022), si stia consolidando. Il dato più impressionante riguarda la variazione decennale: tra il 2014 e il 2025, il campione vegano rilevato si è quasi quintuplicato. Parallelamente, la percentuale di coloro che dichiarano di non essere vegetariani/vegani è scesa, registrando negli ultimi due anni il valore più basso del decennio (-2,9% tra il 2023 e il 2025).
A livello geografico, vegetariani e vegani sono più presenti nelle Isole (15,4%) e nel Nord-Est (12,2%). Le donne mostrano una maggiore propensione verso queste tipologie di alimentazione. Da notare anche coloro che hanno abbandonato la dieta vegetariana (5,6% del campione totale), concentrati soprattutto nelle Isole (9,5%) e al Centro (7,3%).
Il fenomeno del "senza"
L’indagine ha esplorato anche l’ampia diffusione delle diete “senza”, ovvero l'acquisto di alimenti privi di glutine, lattosio, lievito, uova e zucchero. Gli alimenti più consumati risultano essere quelli senza zucchero (28,2%), seguiti da quelli senza lattosio (27,3%).
Un elemento cruciale emerso dall'indagine è che queste scelte sono spesso indipendenti da certificazioni mediche. Per esempio, solo il 3,6% degli acquirenti di alimenti senza zucchero è intollerante, mentre il 24,6% non lo è. Questo schema si conferma per tutti gli items analizzati, suggerendo che l’acquisto è dovuto in misura maggiore a una ricerca di benessere.
Tra le altre categorie di prodotti "senza" si annoverano il senza glutine (18%), il senza lievito (16,4%) e il senza uova (15,4%). I giovani tra i 18 e i 24 anni mostrano una particolare predilezione per i prodotti senza lattosio (34,4%) e senza zucchero (32,8%).
Integratori e nuove tendenze
L'utilizzo di integratori alimentari è molto diffuso, dichiarato dal 57,4% dei cittadini interpellati. Altre categorie di alimenti funzionali o di tendenza mostrano un alto tasso di consumo: i mix di frutta secca e semi raggiungono il 56%, mentre gli alimenti proteici il 52%. I cibi proteici sono particolarmente in voga tra le fasce più giovani, in particolare gli under 25 e i 25-34enni.
Una minoranza, pari al 17,2%, consuma gli alimenti contenenti cannabis, legalmente in commercio nei cannabis light shop. Questi prodotti sono consumati soprattutto dai giovani, con oltre tre su dieci under 25 che ne dichiarano l’utilizzo (abituale, spesso o qualche volta).
