Nutraceutica, microbiota e ormoni: il nuovo paradigma della salute femminile

22 Giugno 2026

Il microbiota intestinale non è più considerato un semplice ecosistema coinvolto nei processi digestivi, ma un vero e proprio organo endocrino e immunometabolico, capace di influenzare la salute della donna in tutte le fasi della vita. È questo il messaggio centrale dell'intervento di Francesco De Seta, ginecologo dell'Irccs San Raffaele di Milano, intervenuto al recente Congresso nazionale Sinut di Bologna con una relazione dedicata all'asse intestino-ovaio-cervello e al ruolo della nutraceutica nella regolazione ormonale e nei disturbi funzionali femminili.

A partire dall'avvio dello Human microbiome project nel 2008, la ricerca scientifica ha progressivamente chiarito il ruolo del microbiota come regolatore di numerosi processi fisiologici. Nel caso della salute femminile, l'attenzione si concentra oggi su una rete complessa di interazioni che coinvolge intestino, apparato urogenitale, sistema endocrino e sistema nervoso centrale.

"Il microbiota rappresenta uno dei principali registi della salute femminile, perché è in grado di dialogare contemporaneamente con il sistema immunitario, metabolico, endocrino e nervoso", ha spiegato De Seta durante il suo intervento.

Secondo il ginecologo, uno degli elementi più importanti di questa rete biologica è l'estroboloma, ovvero l'insieme dei geni batterici intestinali coinvolti nel metabolismo degli estrogeni. Attraverso enzimi specifici, tra cui la β-glucuronidasi, il microbiota contribuisce infatti a regolare il ricircolo degli ormoni sessuali femminili, influenzandone la disponibilità nell'organismo.

Quando questo equilibrio viene alterato e si instaura una condizione di disbiosi, possono comparire conseguenze significative sul piano clinico. Le alterazioni del microbiota sono state associate a numerosi disturbi funzionali femminili, tra cui sindrome premestruale, infertilità funzionale, endometriosi, sindrome ovarica metabolica poliendocrina (Pmos), disturbi metabolici, vulvovaginiti ricorrenti e manifestazioni neuropsichiche correlate alle oscillazioni ormonali.

"Molte condizioni che tradizionalmente consideriamo patologie d'organo devono essere reinterpretate come il risultato di un'alterata comunicazione tra intestino, sistema endocrino e cervello", ha sottolineato De Seta.

Un altro aspetto evidenziato nella relazione riguarda il cosiddetto asse intestino-cervello. Il microbiota comunica infatti con il sistema nervoso centrale attraverso metaboliti bioattivi, acidi grassi a catena corta, neurotrasmettitori e mediatori dell'infiammazione. Questo dialogo continuo può influenzare fattori cruciali per il benessere femminile, come la qualità del sonno, la gestione dello stress, il comportamento alimentare, l'ansia e la percezione del dolore pelvico.

In questo scenario assume particolare rilevanza la nutraceutica, considerata uno strumento strategico di modulazione biologica. L'alimentazione e alcuni ingredienti funzionali possono infatti contribuire a sostenere la biodiversità microbica e favorire l'omeostasi ormonale e metabolica.

Tra le sostanze maggiormente studiate figurano fibre fermentabili, probiotici, postbiotici, polifenoli, fitoestrogeni e acidi grassi Omega-3. Ingredienti come inulina, beta-glucani, alimenti fermentati, soia fermentata e verdure crucifere possono agire positivamente sulla barriera intestinale, sulla regolazione immunitaria e sull'infiammazione cronica di basso grado, fenomeno noto come inflammaging, particolarmente rilevante durante la menopausa.

“La nutraceutica non deve essere vista come una semplice integrazione alimentare, ma come uno strumento complementare capace di intervenire sui meccanismi biologici che regolano l'equilibrio della donna”, ha affermato il ginecologo.

Da queste evidenze emerge la necessità di un approccio sempre più integrato alla salute femminile. Per De Seta, il clinico deve ampliare la propria prospettiva includendo, accanto alla valutazione tradizionale, elementi come alimentazione, attività fisica, cronobiologia, microbiota e medicina dello stile di vita.

“L'obiettivo non è soltanto trattare il sintomo, ma ristabilire l'equilibrio dei sistemi che governano la salute femminile. Il microbiota rappresenta uno dei nodi centrali di questa rete”, ha concluso.

Il crescente numero di studi pubblicati negli ultimi anni conferma infatti come la comprensione delle interazioni tra microbiota, ormoni e sistema nervoso possa aprire nuove prospettive nella prevenzione e nella gestione dei disturbi funzionali femminili, contribuendo a migliorare qualità della vita, benessere e longevità nelle diverse stagioni della vita della donna.

Nicola Miglino

 

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