Il DI-GM è stato confrontato con altri indici dietetici, come l'Healthy eating index (Hei) e il Mediterranean diet score (Mds), dimostrando correlazioni moderate con Hei (0.54) e Mds (0.42) e indicando che, pur misurando anche l'appropriatezza della dieta, si concentra specificamente sugli alimenti collegati alla salute del microbiota.
Il DI-GM si differenzia, inoltre, da indici esistenti perché riflette l'impatto di specifici alimenti (ad es., broccoli, ceci) anziché solo gruppi alimentari o nutrienti specifici sulla composizione del microbiota intestinale, con evidenza causale proveniente principalmente da studi di intervento.
Tra gli alimenti che hanno mostrato un consumo associato a miglioramento della diversità del microbiota intestinale, aumento della produzione di acidi grassi a catena corta o aumento di batteri benefici specifici troviamo latticini fermentati (yogurt, formaggio, kefir), ceci, soia (inclusi tofu e latte di soia) e cereali integrali, ovvero in cui è compreso l'intero chicco, inclusi crusca, germe ed endosperma. Per la loro azione di modulazione diretta su specifici ceppi batterici spiccano anche mirtilli rossi, avocado, broccoli, caffè e tè verde.
Associati, al contrario, a un aumento della disbiosi, carne rossa, carne trasformata, cereali raffinati e una dieta ricca di grassi (≥ 40% dell'energia dai grassi). In particolare, la carne lavorata include wurstel, salsicce, carne in scatola e preparati ottenuti da manzo, maiale o pollame. Come la carne rossa, la carne lavorata è associata a un aumento di batteri tolleranti alla bile e alla produzione di Tmao, un metabolita pro-aterosclerotico.
Una recente analisi trasversale ha utilizzato i dati di 48.677 partecipanti di età ≥20 anni sempre del Nhanes Survey per esplorare l'associazione tra DI-GM e l’ictus. Per i soggetti di età ≥30 anni, punteggi DI-GM più elevati e benefici per il microbiota intestinale erano associati a una minore prevalenza di ictus e il DI-GM era inversamente e linearmente associato alla prevalenza di ictus, in particolare negli over 30. Il DI-GM recentemente proposto è stato associato negativamente anche alla prevalenza di depressione. E sempre quest’anno uno studio, condotto utilizzando ancora dati Nhanes 2017-2020, ha indagato la relazione tra l'indice dietetico per il microbiota intestinale (DI-GM) e la prevalenza della Mafld, una condizione epatica cronica in crescente aumento. È stata trovata un'associazione inversa significativa tra DI-GM e prevalenza di Mafld. Ogni aumento di 1 punto nel DI-GM era associato a una riduzione del 6,1% nella prevalenza della Mafld. In questo studio, la razza è emersa come fattore moderatore, suggerendo che l'effetto protettivo del DI-GM può variare tra i gruppi razziali, evidenziando la necessità di considerare le differenze razziali nella progettazione di interventi dietetici.
Silvia Ambrogio
Bibliografia
- The association between the dietary index for gut microbiota and metabolic dysfunction-associated fatty liver disease: a cross-sectional study. Diabetology & Metabolic Syndrome, 2025
- Dietary index for gut microbiota is associated with stroke among US adults. Food Funct., 2025
- The Development and Evaluation of a Literature-Based Dietary Index for Gut Microbiota. Nutrients. 2024 Apr 3;16(7):1045
- Association of the newly proposed dietary index for gut microbiota and depression: the mediation effect of phenotypic age and body mass index. Eur Arch Psychiatry Clin Neurosci. 2024 Oct 8.
