Probiotici: applicazioni cliniche in odontoiatria pediatrica e ortodonzia

01 Dicembre 2025

Una recente revisione sistematica, pubblicata su Nutrients, ha preso in esame l'uso dei probiotici in odontoiatria, in particolare in due aree: ortodonzia e odontoiatria pediatrica. A parlarcene, Cinzia Maspero e Lucia Giannini, dipartimento di Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche, Università degli studi di Milano.

P.ssa Maspero, qual è l'effetto più evidente che i probiotici hanno sui batteri che causano la carie?

L'effetto più significativo consiste nella marcata riduzione dei livelli di Streptococcus mutans, universalmente riconosciuto come il principale microrganismo implicato nella sua formazione. Questo risultato è imputabile all'azione sinergica di diversi meccanismi quali:

  • competizione per l'adesione: i probiotici competono con lo S. mutans per i siti di legame sulle superfici dentali e mucose, ostacolandone l'adesione e impedendogli di colonizzare efficacemente il cavo orale;
  • produzione di sostanze antimicrobiche: molti ceppi probiotici producono sostanze con attività antimicrobica che inibiscono direttamente la crescita dei batteri cariogeni;
  • modifica dell'ambiente orale: altra azione fondamentale è la capacità dei probiotici di modulare il ph e l'ambiente salivare, creando condizioni più stabili e meno ospitali per la proliferazione dello streptococcus mutans;
  • riequilibrio del microbiota: favoriscono infine il ripristino dell'equilibrio del microbiota orale, promuovendo una flora microbica più diversificata e limitando la predominanza dei microrganismi cariogeni.

Nell'insieme, questi processi contribuiscono a creare un ambiente orale più sano e meno incline allo sviluppo della carie.

I pazienti che portano l'apparecchio ortodontico fisso hanno un rischio maggiore di accumulo di placca e di problemi gengivali. Quali benefici pratici e immediati con l’impiego di probiotici sono stati riscontrati per questa specifica categoria di pazienti?

Numerosi studi e metanalisi dimostrano che l'impiego dei probiotici riduce significativamente la carica dei batteri cariogeni in pazienti portatori di apparecchiature ortodontiche fisse. Questi pazienti sono particolarmente vulnerabili all'accumulo di placca in prossimità di attacchi e bande, con un conseguente aumento del rischio di infiammazione gengivale e sviluppo di carie. Il beneficio più ampiamente documentato in letteratura è la riduzione della carica di Streptococcus mutans, batterio che tende a proliferare rapidamente in presenza di tali apparecchiature. I probiotici modulano la flora orale in senso favorevole, limitando la presenza di batteri cariogeni anche negli spazi più difficili da igienizzare. Oltre a questo fondamentale effetto microbiologico, sono stati osservati miglioramenti clinici tangibili quali:

  • igiene e salute gengivale: l’assunzione di ceppi specifici ( S. salivarius M18) è associata alla riduzione dell'alitosi, del sanguinamento gengivale e a un miglioramento generale dell'infiammazione, grazie alla capacità dei probiotici di riequilibrare il microbiota locale;
  • capacità tampone della saliva: prodotti probiotici contenuti in dentifrici o alimenti come lo yogurt hanno dimostrato di incrementare la capacità tampone della saliva, rendendo l'ambiente orale meno acido e, di conseguenza, più resistente agli attacchi cariogeni. Questa azione è cruciale per i pazienti in trattamento ortodontico, che spesso presentano un ambiente orale maggiormente vulnerabile agli attacchi acidi;
  • guarigione delle lesioni: un altro beneficio rilevante è l'accelerazione della guarigione delle lesioni aftose o traumatiche provocate dai componenti dell'apparecchio. Pazienti trattati con Lactobacillus brevis CD2 hanno manifestato una sintomatologia dolorosa ridotta e una riepitelizzazione più rapida.

Gli studi in vitro e sugli animali hanno evidenziato un impatto dei probiotici su materiali ortodontici e sull'attività osteoclastica. Questi risultati possono essere direttamente traslati alla pratica clinica?

No, non è possibile tradurre direttamente questi risultati nella pratica clinica. Gli studi in vitro, infatti, non riescono a riprodurre la complessa dinamica e l'ambiente biologico del cavo orale umano. Pertanto, le condizioni di laboratorio non consentono di estendere con certezza tali risultati ai pazienti. Analogamente, i modelli animali, sebbene suggeriscano una riduzione dell’attività osteoclastica e un conseguente rallentamento del movimento dentale in seguito alla somministrazione di probiotici, non possono essere considerati predittivi dell’effetto clinico nell’uomo. Le significative differenze inter-specie, unite alle variabili relative ai tempi di somministrazione, ai dosaggi utilizzati e alle caratteristiche specifiche del metabolismo osseo, rendono questi dati utili esclusivamente per l'avanzamento di ipotesi, ma non sufficienti per la stesura o la modifica di protocolli clinici definitivi.

D.ssa Giannini. la revisione evidenzia che i probiotici sono particolarmente promettenti in odontoiatria pediatrica. C'è un'età o un momento specifico in cui la somministrazione dei probiotici può avere un impatto a lungo termine sulla salute dentale dei bambini?

Il periodo cruciale per l'ottenimento di benefici duraturi sulla salute orale è la primissima infanzia. In particolare, la somministrazione di probiotici, come il Lactobacillus reuteri, durante il primo anno di vita può esercitare un impatto positivo che perdura fino all'età scolare, con una documentata riduzione dell'incidenza di carie e infiammazione gengivale. Questo dato evidenzia come la modulazione precoce del microbiota orale rappresenti un'opportunità unica per instaurare una colonizzazione microbica più equilibrata e, di conseguenza, meno predisposta allo sviluppo di patologie cariose nel lungo periodo.

Volendo integrare i probiotici in una corretta igiene orale, quali sono le formulazioni più comuni o studiate?

Le formulazioni più comuni e studiate per l'integrazione dei probiotici nell'igiene orale includono diverse soluzioni, ognuna con specifici vantaggi:

  • dentifrici arricchiti: questi prodotti consentono di veicolare i probiotici direttamente sulle superfici dentarie durante l'atto dello spazzolamento;
  • pastiglie e caramelle: particolarmente popolari tra bambini e adolescenti, queste formulazioni permettono un rilascio lento dei microrganismi, garantendone una permanenza prolungata nel cavo orale. le revisioni della letteratura sull'uso di questi prodotti hanno dimostrato un miglioramento dei parametri di placca e di salute gengivale anche in seguito a cicli di utilizzo brevi;
  • alimenti funzionali: prodotti come yogurt o latte arricchito con probiotici si sono dimostrati efficaci nel ridurre la colonizzazione precoce da parte dello Streptococcus mutans;
  • collutori: nei pazienti più vulnerabili, come i bambini con bisogni speciali (special needs), sono stati valutati anche collutori contenenti probiotici, che hanno mostrato risultati promettenti.

I risultati sono incoraggianti, ma i probiotici possono sostituire il fluoro, lo spazzolino o l'igiene orale tradizionale? Cosa raccomanda la comunità scientifica per il loro uso di routine?

No, i probiotici non possono sostituire il fluoro, lo spazzolino o le consolidate manovre di igiene orale. Nonostante i risultati ottenuti siano promettenti, i probiotici sono da considerarsi complementari, e non sostitutivi, dei metodi preventivi tradizionali. È impossibile attribuire loro una funzione preventiva equivalente a quella del fluoro o dello spazzolamento meccanico. Le evidenze scientifiche più robuste riguardano la riduzione della carica dello Streptococcus mutans e i miglioramenti della salute gengivale, risultati ampiamente documentati da studi clinici randomizzati e metanalisi. Attualmente, l'efficacia clinica dei probiotici nella prevenzione diretta di patologie come la carie o le lesioni da white spot o macchie bianche non è ancora sufficientemente comprovata. Per questo motivo, la comunità scientifica non raccomanda l'uso di routine dei probiotici come alternativa ai metodi di prevenzione standard. Tutti gli effetti addizionali, al di là della modulazione del microbiota e del miglioramento gengivale, necessitano di conferme più ampie prima di tradursi in raccomandazioni cliniche definitive.

Che tipo di ricerche sono necessarie per supportare in modo definitivo l'integrazione di routine dei probiotici in odontoiatria?

È indispensabile condurre trial randomizzati multicentrici, utilizzando protocolli di ricerca rigorosamente standardizzati, che possano confermare in modo inequivocabile l'efficacia clinica di questi prodotti. Tali studi dovrebbero essere progettati per affrontare le seguenti lacune conoscitive quali:  individuare i ceppi probiotici più efficaci nella modulazione del microbiota orale; stabilire i dosaggi e le modalità di somministrazione più appropriati, definendo la durata ideale del trattamento, valutare la durata degli effetti nel tempo e l'eventuale necessità di cicli di mantenimento, analizzare gli effetti a lungo termine sull'incidenza di patologie quali carie e gengivite, e sulle complicanze specifiche dei trattamenti ortodontici (es. infiammazione gengivale, accumulo di placca e alterazioni del microbiota attorno ai componenti dell’apparecchiatura fissa). Queste ricerche rappresentano un passaggio fondamentale per poter integrare l'uso dei probiotici nei protocolli di prevenzione e terapia odontoiatrica in modo consapevole e basato sull'evidenza scientifica.

Nicola Miglino

 

 

 

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