Allattamento e microbiota: perché il latte materno parla al sistema immunitario del neonato

14 Maggio 2026

L’allattamento materno non è soltanto nutrizione, ma un ecosistema biologico complesso capace di influenzare lo sviluppo immunitario, intestinale e neurocognitivo del neonato. È questo il cuore della review pubblicata su Nutrients dedicata alle strategie microbiota-oriented in ottica One Health. Nell’intervista, la neonatologa Mariarosaria Matera, prima firma del lavoro, approfondisce il ruolo del microbiota materno-infantile, l’impatto dei fattori ambientali e le prospettive future della microbiomica clinica neonatale-pediatrica.

D.ssa Matera, come nasce l’idea di questo studio e perché avete scelto una prospettiva One Health?

Questo lavoro nasce nell’ambito delle attività del gruppo di studio di Microbiomica clinica neonatale-pediatrica Mics (Microbiota international clinical society, ndr), dove stiamo sviluppando una serie di “decaloghi microbiota-oriented” finalizzati a orientare in modo integrato la salute della diade materno-infantile. In particolare, questo articolo si inserisce in un percorso più ampio e continuo: oltre al lavoro pubblicato su Nutrients, abbiamo recentemente pubblicato anche un decalogo su Frontiers in Nutrition (“Beyond breastfeeding: a One Health Decalogue for nurturing the infant microbiota”, doi: 10.3389/fnut.2026.1784544) e un ulteriore lavoro è attualmente in fase di revisione su Microorganism, focalizzato sul microbioma materno come hub di programmazione fetale. Nel loro insieme, questi contributi delineano una traiettoria coerente che va dalla gravidanza all’allattamento, fino alle situazioni in cui l’allattamento non è possibile, proponendo un approccio microbiota-mirato e One Health lungo tutto il continuum madre-neonato. La prospettiva One Health è quindi stata una scelta naturale: consente di leggere l’allattamento non come evento isolato, ma come sistema biologico dinamico in cui interagiscono fattori materni, ambientali e microbici, con implicazioni che si estendono anche oltre il periodo neonatale.

Il vostro lavoro è una narrative review strutturata: come avete selezionato la letteratura e costruito il decalogo?

Abbiamo condotto una review focalizzandoci principalmente sugli ultimi 10 anni e integrando studi chiave precedenti per il necessario inquadramento biologico. Sono stati inizialmente identificati circa 200 lavori, di cui 127 inclusi dopo screening. L’estrazione dei dati ha considerato aspetti microbiologici, immunologici, clinici e ambientali dell’asse madre-latte-neonato. Il decalogo è stato costruito attraverso una sintesi iterativa della letteratura: abbiamo identificato domini biologicamente rilevanti e li abbiamo organizzati in 10 aree interconnesse, non gerarchiche, che riflettono la natura complessa, dinamica e adattativa dell’allattamento.

Allattamento come ecosistema biologico dinamico: cosa significa concretamente?

Significa superare la visione dell’allattamento come semplice atto nutrizionale. Il latte materno è un sistema vivente che integra microbi, metaboliti, fattori immunitari e segnali endocrini, tutti modulati dalla fisiologia materna e dall’ambiente. Per il clinico questo implica considerare l’allattamento come un’interfaccia biologica attiva, capace di influenzare colonizzazione intestinale, maturazione immunitaria e sviluppo neurocognitivo. È un sistema plastico, su cui possono agire dieta, stress, farmaci e contesto ambientale, con effetti potenzialmente a lungo termine e anche transgenerazionali.

Quali sono i messaggi più rilevanti, soprattutto su microbiota e fattori materni/ambientali?

Il messaggio centrale è che la costruzione del microbiota infantile non è determinata da un singolo fattore, ma da un sistema integrato madre-latte-ambiente. Il latte materno non è solo nutrimento, ma un vero veicolo di segnali biologici che riflettono lo stato di salute materno e ne mediano gli effetti sul neonato. In questa prospettiva, la salute materna diventa un determinante primario della salute infantile e, più in profondità, della salute transgenerazionale. Alimentazione, stile di vita, attività fisica, gestione dello stress, uso consapevole dei farmaci ed esposizione a inquinanti ambientali modulano la composizione e la funzione del latte e, di conseguenza, il microbiota del neonato. Un altro punto chiave è il ruolo dell’allattamento come fattore di resilienza: può mitigare perturbazioni precoci quali taglio cesareo, antibiotici, prematurità, sostenendo ecosistemi bifidobatterici associati a migliori esiti immuno-metabolici e neuroevolutivi. In un’ottica One Health, questo significa prendersi cura della madre per costruire salute lungo l’intero continuum madre-bambino.

Probiotici durante l’allattamento: evidenze e incertezze?

Le evidenze suggeriscono effetti potenzialmente benefici dei probiotici, ma altamente specifici per ceppo, timing e contesto clinico. Alcuni studi indicano un possibile ruolo in situazioni selezionate come disbiosi, esposizione ad antibiotici o prematurità. Tuttavia, i risultati sono eterogenei e non generalizzabili. Le principali incertezze riguardano la reale capacità di colonizzazione, la durata degli effetti e l’impatto a lungo termine. È fondamentale distinguere tra effetti funzionali transitori e reale “engraftment” microbico. In assenza di indicazioni specifiche, non esiste evidenza per un uso routinario nei lattanti sani. Detto questo, la strada è chiaramente tracciata e il potenziale è molto rilevante. Sono però necessari studi più rigorosi e longitudinali che permettano di definire modelli di applicabilità clinica. In questa prospettiva, l’approccio deve essere sempre personalizzato, considerando storia clinica, condizioni materno-infantili, esposizioni terapeutiche, contesto ambientale e obiettivi funzionali, evitando approcci standardizzati o eccessivamente “supplement-centrici”.

Prospettive future e ricadute pratiche per clinici e genitori?

Sul piano della ricerca, sono necessari studi longitudinali multi-omici che integrino microbiota, immunologia, metabolismo e neuro-sviluppo, oltre a una maggiore standardizzazione metodologica. Dal punto di vista clinico, il lavoro invita a un cambio di paradigma: da una visione prescrittiva dell’allattamento a un approccio ecologico e personalizzato. Per i genitori, il messaggio è di valorizzare l’allattamento come processo biologico dinamico, evitando colpevolizzazioni e semplificazioni. L’obiettivo è supportare la diade con strumenti informati ma non medicalizzanti, in linea con una medicina realmente integrata. In sintesi, prendersi cura del microbiota significa oggi prendersi cura della relazione biologica madre-bambino all’interno del loro ambiente: è qui che si costruiscono le basi della salute presente e futura.

Nicola Miglino

 

 


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