Le aziende devono, pertanto, selezionare materie prime secondo criteri rigorosi, che includano: l'origine, la tracciabilità, la purezza, la stabilità, l’efficacia dimostrata e l’impiego di processi di estrazione sostenibili1,2.
Quindi sta crescendo l’interesse verso attivi ottenuti da upcycling che consiste nel riutilizzare scarti o sottoprodotti dell’industria alimentare o agricola (come bucce, semi, fondi di caffè, vinacce, ecc.). Alcuni esempi sono i fondi di caffè, il licopene da residui di pomodoro, estratti dalle vinacce o l’impiego di acido ursolico derivato dalle bucce di mela annurca.
Più precisamente il caffè è ricco in composti fenolici, come gli acidi clorogenici, e di caffeina. La caffeina, presenta un’azione lipolitica nella cellulite ed è attiva sulla ricrescita dei capelli, mentre gli acidi clorogenici sono potenti antiossidanti e presentano capacità anti-invecchiamento e fotoprotettive. I sottoprodotti del caffè, quali le bucce di caffè e i fondi esauriti sono sottoprodotti dell'industria del caffè ad alto volume. Il loro uso è stato esplorato in diverse formulazioni cosmetiche e nei nutraceutici dimostrando sicurezza, stabilità, accettabilità ed un miglioramento della pelle supportando così la loro valorizzazione come nuovi ingredienti naturali e sostenibili3,4.
Il licopene, a sua volta, è il carotenoide responsabile del colore rosso del pomodoro noto per le sue proprietà antiossidanti che lo rendono di notevole interesse per la produzione di integratori alimentari, cosmetici e cibi funzionali. La sua natura lipofila e la tendenza a formare aggregati poco solubili, richiedono l’utilizzo di solventi organici o in alternativa l’impiego di CO2 supercritica per la sua estrazione da semi e bucce di pomodoro scartate nel corso della produzione delle conserve. Tale processo di estrazione risulta una vantaggiosa fonte di licopene sostenibile ad elevata resa e purezza, ampiamente richiesto dall'industria cosmetica, alimentare e farmaceutica5,6.
La ricerca dimostra come le vinacce siano ricchissime di proprietà antiossidanti anche dopo la produzione della grappa, quando vengono generalmente smaltite. Dopo la produzione di grappa, infatti, le catechine e le epicatechine sono i fenoli più significativi rispettivamente nelle vinacce bianche e rosse, dimostrando la bioattività residua di questo sottoprodotto, che potrebbe essere utilizzato nei settori della nutraceutica e della cosmesi7.
L’acido ursolico, infine, è una molecola di origine vegetale, presente in particolare nelle bucce dei frutti e in alcune erbe aromatiche, che ha guadagnato una certa popolarità in campo cosmetico, grazie alla potenziale azione antiageing legata alla capacità in vitro di modulare l’attività dell’enzima elastasi e di stimolare la sintesi di collagene in fibroblasti dermici8. In uno studio in vivo su 40 volontari, 28 giorni di trattamento con un prodotto cosmetico contenente il 2,5% di un oleolita ricco di acido ursolico hanno ridotto significativamente le rughe nasolabiali e frontali, migliorando anche l’elasticità della pelle rispetto alla basale9.
Tutti questi attivi provengono da processi produttivi che si basano sulla chimica verde, e sono sottoposti a rigorosi test di sicurezza ed efficacia, tramite studi sia in vitro che in vivo, spesso condotti da laboratori indipendenti.
Sostenibilità, efficacia e piacevolezza quindi, possono lavorare in sinergia e raggiungere un perfetto equilibrio se le aziende adottano un impegno costante nella ricerca e nell’innovazione, vedendo la sostenibilità non come un limite, ma come un valore aggiunto.
Infine, è fondamentale la formazione e l’educazione del consumatore in quanto svolgono un ruolo chiave nella promozione di prodotti sostenibili. Con le loro decisioni di acquisto, i consumatori possono contribuire a ridurre l’impatto ambientale globale dei cosmetici e nutraceutici, sostenendo marchi e prodotti che promuovono pratiche rispettose per il futuro del nostro pianeta.
Solo in questo modo si può creare un circolo virtuoso in cui la bellezza sostenibile non è un trend, ma un impegno collettivo verso il benessere del nostro pianeta. Potremo così davvero affermare che “la bellezza ha salvato il mondo”.
Sonia Laneri
Coordinatore della Laurea Magistrale in Scienza e Tecnologia dell’Industria cosmetica - Coordinatore del Master di II livello in Scienza e Tecnologia Cosmetiche - Responsabile Lab RD Cosmetics
Dipartimento di Farmacia
Università di Napoli Federico II
Bibliografia
- https://doi.org/10.1007/s11367-023-02219-0
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52023PC0166
- https://doi.org/10.3390/cosmetics10010012
- https://www.ilsole24ore.com/art/l-economia-circolare-amarey-startup-che-usa-caffe-rigenerato-cosmesi-AFcRTmiD
- https://www.licofarma.com/sites/default/files/sito/pdf-brevetti/1.Brevetto-Internazionale-WO2008_015490A1.pdf
- https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2020.126224
- https://doi.org/10.1007/s00217-021-03924-6
- https://doi.org/10.3109/14756366.2010.546793
- https://doi.org/3390/ijms25031677
