Fattori sociali sfavorevoli e obesità moltiplicano il rischio di mortalità prematura

21 Novembre 2025

Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of the american college of cardiology, ha messo in luce una sinergia preoccupante tra l'obesità e i determinanti sociali della salute (SDoH) sfavorevoli, un fenomeno definito come un "doppio rischio" che amplifica la mortalità prematura. Sebbene l'obesità sia un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e la mortalità, la sua interazione cumulativa con lo svantaggio socioeconomico non era ancora stata sufficientemente esplorata.

La ricerca ha analizzato i dati di 136.816 statunitensi di età compresa tra 18 e 64 anni, ricavati dal National health interview survey del 2013-2018 e collegati al National death index. La mortalità prematura è stata definita come il decesso per tutte le cause prima del compimento dei 65 anni. I ricercatori hanno utilizzato un indice cumulativo SDoH di 38 voci, raggruppate in sei domini, tra cui stabilità economica, istruzione e insicurezza alimentare, per valutare lo svantaggio sociale.

I risultati hanno mostrato chiaramente che le persone affette da obesità erano più propense a convivere con bassi livelli di reddito, minor istruzione, insicurezza alimentare e mancanza di assicurazione sanitaria. L'obesità di classe 3 (Bmi ≥40 kg/m2) era associata ai livelli più alti di svantaggio sociale, tra cui il più alto tasso di disoccupazione (31,2%), basso reddito familiare (40,8%) e insicurezza alimentare (17,0%).

I tassi di mortalità sono aumentati sia con l'aumento del carico SDoH sfavorevole sia con l'aumento della classe di obesità. In particolare, gli individui che affrontavano un elevato carico SDoH (terzo e quarto quartile) e soffrivano di obesità di classe 3 avevano un rischio aumentato di 3,5 volte di mortalità prematura, rispetto a quelli con profili SDoH favorevoli e assenza di obesità.

I determinanti sociali sfavorevoli contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dell'obesità. Per esempio, il basso reddito familiare può limitare la disponibilità di cibi sani o causare insicurezza alimentare. L'obesità, a sua volta, predispone i pazienti a fattori di rischio cardiovascolare aggiuntivi come dislipidemia e ipertensione, ed è associata a malattie come ictus, cancro e insufficienza renale. L'instabilità economica e l'insicurezza alimentare sono emersi come fattori predominanti, limitando l'accesso a risorse per uno stile di vita sano e aumentando indirettamente lo stress cronico.

Le conclusioni dello studio sottolineano l'importanza di affrontare sia i fattori di rischio sociali che clinici per ridurre la mortalità prematura. Per mitigare il pericolo, dicono gli Autori, “sono essenziali strategie specifiche in ambito clinico e comunitario. Queste includono l'integrazione dello screening SDoH nelle cartelle cliniche elettroniche per identificare sistematicamente i bisogni sociali dei pazienti. A livello politico, le misure volte a migliorare l'accesso ad alloggi a prezzi accessibili, ai trasporti e ad ambienti alimentari sani sono fondamentali per affrontare i fattori di rischio a monte: integrare le valutazioni del rischio sociale nella cura di routine dell'obesità è cruciale per ridurre le disparità nei risultati cardiovascolari e nella mortalità prematura”. (n.m.)

 

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