La ricerca ha analizzato i dati di 136.816 statunitensi di età compresa tra 18 e 64 anni, ricavati dal National health interview survey del 2013-2018 e collegati al National death index. La mortalità prematura è stata definita come il decesso per tutte le cause prima del compimento dei 65 anni. I ricercatori hanno utilizzato un indice cumulativo SDoH di 38 voci, raggruppate in sei domini, tra cui stabilità economica, istruzione e insicurezza alimentare, per valutare lo svantaggio sociale.
I risultati hanno mostrato chiaramente che le persone affette da obesità erano più propense a convivere con bassi livelli di reddito, minor istruzione, insicurezza alimentare e mancanza di assicurazione sanitaria. L'obesità di classe 3 (Bmi ≥40 kg/m2) era associata ai livelli più alti di svantaggio sociale, tra cui il più alto tasso di disoccupazione (31,2%), basso reddito familiare (40,8%) e insicurezza alimentare (17,0%).
I tassi di mortalità sono aumentati sia con l'aumento del carico SDoH sfavorevole sia con l'aumento della classe di obesità. In particolare, gli individui che affrontavano un elevato carico SDoH (terzo e quarto quartile) e soffrivano di obesità di classe 3 avevano un rischio aumentato di 3,5 volte di mortalità prematura, rispetto a quelli con profili SDoH favorevoli e assenza di obesità.
I determinanti sociali sfavorevoli contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dell'obesità. Per esempio, il basso reddito familiare può limitare la disponibilità di cibi sani o causare insicurezza alimentare. L'obesità, a sua volta, predispone i pazienti a fattori di rischio cardiovascolare aggiuntivi come dislipidemia e ipertensione, ed è associata a malattie come ictus, cancro e insufficienza renale. L'instabilità economica e l'insicurezza alimentare sono emersi come fattori predominanti, limitando l'accesso a risorse per uno stile di vita sano e aumentando indirettamente lo stress cronico.
Le conclusioni dello studio sottolineano l'importanza di affrontare sia i fattori di rischio sociali che clinici per ridurre la mortalità prematura. Per mitigare il pericolo, dicono gli Autori, “sono essenziali strategie specifiche in ambito clinico e comunitario. Queste includono l'integrazione dello screening SDoH nelle cartelle cliniche elettroniche per identificare sistematicamente i bisogni sociali dei pazienti. A livello politico, le misure volte a migliorare l'accesso ad alloggi a prezzi accessibili, ai trasporti e ad ambienti alimentari sani sono fondamentali per affrontare i fattori di rischio a monte: integrare le valutazioni del rischio sociale nella cura di routine dell'obesità è cruciale per ridurre le disparità nei risultati cardiovascolari e nella mortalità prematura”. (n.m.)
