Il documento, intitolato “EFSA needs for scientific excellence and regulatory readiness”, individua sei grandi aree sulle quali concentrare il lavoro scientifico nei prossimi anni. Tra queste ci sono l’innovazione, i nuovi metodi per studiare la sicurezza degli alimenti, i cambiamenti climatici, i rischi emergenti, la comunicazione e, naturalmente, l’intelligenza artificiale.
Anticipare i rischi
Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda il modo di affrontare i possibili pericoli. L’idea è di non aspettare che un problema si manifesti per poi intervenire, ma di cercare di intercettare in anticipo i segnali che potrebbero indicare un nuovo rischio.
Per farlo Efsa sta rafforzando le attività di osservazione delle tendenze scientifiche e tecnologiche. Nel 2025, per esempio, sono stati analizzati 55 temi potenzialmente collegati a rischi emergenti e quattro sono stati classificati come veri e propri emerging risks. L'obiettivo è capire per tempo quali cambiamenti potrebbero avere conseguenze sulla sicurezza alimentare.
Nuovi alimenti, nuove domande
La ricerca e l’industria alimentare stanno introducendo prodotti e processi che fino a pochi anni fa non esistevano. È il caso, per esempio, degli alimenti ottenuti attraverso nuove tecniche di fermentazione, delle colture cellulari e di altre tecnologie biotecnologiche.
Per Efsa questo significa anche sviluppare strumenti adeguati per rispondere a domande nuove: come valutare la sicurezza di un prodotto che non ha precedenti? Quali dati servono? E come confrontarli con ciò che già conosciamo?
L’Autorità sottolinea quindi l’importanza di utilizzare, accanto ai metodi tradizionali, nuove modalità di studio che permettano di raccogliere e interpretare una quantità sempre maggiore di informazioni.
Anche il microbiota entra in gioco
Un altro aspetto riguarda l’approccio One Health, cioè una visione che considera collegati la salute delle persone, quella degli animali e l’ambiente. In questo contesto acquistano importanza anche le relazioni tra alimentazione, sostanze presenti negli alimenti, microbiota intestinale e salute. È un ambito particolarmente interessante per il settore della nutrizione e degli integratori, dove le conoscenze sul microbiota stanno crescendo rapidamente e dove diventa sempre più importante distinguere le evidenze solide dalle ipotesi ancora da verificare.
L’intelligenza artificiale come supporto
E poi c’è l’intelligenza artificiale. Efsa immagina un futuro nel quale l’AI possa aiutare gli esperti a analizzare più rapidamente grandi quantità di dati, cercare informazioni nella letteratura scientifica, individuare collegamenti e segnalare possibili anomalie o nuovi segnali di rischio. Non significa, però, affidare alle macchine le decisioni sulla sicurezza degli alimenti. Il modello indicato da Efsa è quello di un’AI al servizio degli esperti, che continueranno ad avere la responsabilità della valutazione e delle decisioni.
La direzione indicata dall’Autorità è quindi abbastanza chiara: nei prossimi anni la sicurezza alimentare dovrà diventare sempre più capace di anticipare i problemi, utilizzare meglio i dati e interpretare fenomeni nuovi, mantenendo al centro la qualità delle prove scientifiche. (n.m.)
