
Flowchart per la diagnosi e stratificazione della NAFLD
I cambiamenti comportamentali volti alla perdita di peso nei soggetti sovrappeso o obesi e un miglioramento della salute cardio-metabolica, sono la colonna portante della terapia della NAFLD poiché l'obesità è il principale motore della patologia, così come di qualsiasi altro componente della sindrome metabolica essa associata. Vanno quindi incoraggiati cambiamenti dello stile di vita che comportino un deficit energetico, quindi la perdita di peso con una dieta ipocalorica, restrizione di grassi saturi, amido, e zucchero, modelli alimentari sani ed esercizio fisico. Un beneficio cardio-metabolico e una riduzione del grasso epatico possono essere osservati con una perdita di peso superiore al 5%. Una perdita di peso maggiore del 10% offre ulteriori benefici e può determinare una regressione della steatoepatite e della fibrosi epatica.
La composizione dei macronutrienti della dieta è stata associata alla prevalenza di NAFLD in studi epidemiologici. Viceversa, l'aderenza a una dieta basata sullo stile mediterraneo, ricca di olio d'oliva, noci, legumi, frutta e verdura, e pesce ha dimostrato la riduzione del contenuto di grasso nel fegato, con un effetto indipendente dalla riduzione del peso corporeo e/o dell’adiposità viscerale. Questo modello dietetico benefico è relativamente ricco di grassi monoinsaturi e povero di carboidrati raffinati e zuccheri industriali, coinvolti nell’aumento della prevalenza e nella progressione della NAFLD.
La ridotta attività fisica e la sedentarietà sono entrambi associati in modo indipendente alla prevalenza della NAFLD e qualsiasi cambiamento nel dispendio energetico indotto da attività fisica di intensità moderata riduce il grasso del fegato. Qualsiasi tipo di esercizio fisico, aerobico o allenamento di resistenza, è efficace, anche in assenza di una significativa perdita di peso.
Il clinico ha inoltre a disposizione le numerose evidenze che suggeriscono l’utilizzo di diversi nutraceutici con confermati effetti epatoprotettivi, antinfiammatori e antiossidanti per accelerare il miglioramento degli enzimi epatici e della steatosi o, quanto meno, per rallentare la progressione della patologia. Tra questi vanno citati silimarina, vitamina E, carciofo, curcuma, tè verde, berberina, Moringa oleifeira e probiotici e prebiotici in grado di correggere la comunicazione sull’asse intestino-fegato, evidenziando come il razionale di impiego diviene ancora più forte sfruttando il principio di sinergia di sostanze e preparati vegetali (botanicals) in grado di agire simultaneamente sulle diverse componenti della patologia.
Bibliografia
- Steatosi epatica non alcolica 2021. Linee guida per la pratica clinica dell'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), della Società Italiana di Diabetologia (SID) e della Società Italiana dell'Obesità (SIO).
- Nuove linee guida americane per la gestione dei pazienti con steatosi epatica non alcolica in soggetti adulti nelle Cure Primarie. Rivista SIMG 2022;29(4):10-14.
- American Association of Clinical Endocrinology Clinical Practice Guideline for the Diagnosis and Management of Nonalcoholic Fatty Liver Disease in Primary Care and Endocrinology Clinical Settings: Co-Sponsored by the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD). Endocr Pract. 2022 May;28(5):528-562.
