Qualità complessiva dell’alimentazione, composizione corporea, mantenimento della massa muscolare e funzione cognitiva sono alcuni dei fattori da considerare nella prevenzione dell’invecchiamento. In una revisione pubblicata su Nutrients, Daniela Martini, docente di Nutrizione umana all’Università degli Studi di Milano, e Francesco Landi, professore ordinario di Medicina interna e Geriatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Ortopediche e Reumatologiche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, entrambi membri del Comitato Scientifico di Fondazione Istituto Danone, analizzano le evidenze sul ruolo della nutrizione nella longevità in salute. Dalla dieta mediterranea alle prospettive della ricerca sul microbiota intestinale, gli autori approfondiscono gli indicatori precoci su cui intervenire e l’importanza di una prevenzione che accompagni l’intero arco della vita.
Non è soltanto un libro di ricette, ma un viaggio nella cultura alimentare di una delle aree considerate culla della Dieta Mediterranea. Con La dieta del Cilento (Mondadori; 372 pp.; € 14,50) Luciano Pignataro raccoglie e racconta un patrimonio gastronomico costruito nei secoli, fatto di prodotti locali, stagionalità, tecniche di conservazione e preparazioni tramandate nelle famiglie.
La Dieta mediterranea si conferma un modello alimentare non solo per i suoi benefici sulla salute, ormai ampiamente documentati, ma anche per il suo potenziale contributo alla sostenibilità ambientale. A rafforzare questa prospettiva sono due nuovi studi pubblicati dalla Società italiana di nutrizione umana (Sinu) sull'International journal of food sciences and nutrition, dedicati al rapporto tra Dieta mediterranea e Planetary health diet, il modello alimentare elaborato dalla Commissione Eat-Lancet per promuovere la salute dell'uomo e del pianeta.
Presentato di recente al congresso dell’American society of clinical oncology (Asco 2026) a Chicago, uno studio multicentrico italiano che getta una nuova luce sull'importanza fondamentale dello stile di vita nel percorso post-operatorio delle donne colpite da tumore al seno. La ricerca, coordinata dall’Istituto dei Tumori "Pascale" di Napoli e condotta in collaborazione con altri sei centri oncologici nazionali, dimostra come interventi semplici, accessibili e sostenibili possano trasformare radicalmente il profilo di salute delle pazienti.