L'espansione dell'uso dei semi di canapa, frutti commestibili della pianta Cannabis sativa L., nell'industria alimentare e farmaceutica rappresenta un grande potenziale in virtù del notevole profilo nutrizionale del seme. I semi di canapa interi contengono circa il 21-28% di proteine ​​con aminoacidi essenziali, il 24-36% di lipidi con una composizione bilanciata di acidi grassi e il 28-34% di fibre con un'alta percentuale di fibre insolubili, insieme a vitamine e minerali.

La Commissione europea ha finalmente fissato una soglia unica in tutti in Paesi Ue per quanto riguarda il contenuto massimo di Delta-9-Tetraidroccabinolo (Thc) nei semi di canapa e prodotti derivati. Il quantitativo tollerato è di 3 mg/kg per i prodotti secchi (farina, proteine, semi, snack) e 7,5 mg/kg per l’olio di semi di canapa. Le regole saranno direttamente applicabili in tutti gli Stati membri 20 giorni dopo la pubblicazione del regolamento e dei suoi allegati sulla Gazzetta ufficiale. Per permettere agli operatori di prepararsi alle nuove regole, il regolamento prevederà anche un periodo transitorio prima dell’applicazione dei livelli massimi che consenta di utilizzare e vendere lo stock già esistente.

Dalla Germania scatta l’allarme su prodotti e integratori a base di canapa per la contaminazione da tetraidrocannabinolo (Thc). La denuncia arriva da uno studio di un gruppo di ricerca del Chemical and veterinary investigation laboratory di Karlsruhe.

Pubblicato lo scorso 15 gennaio in Gazzetta Ufficiale il decreto 4 novembre 2019 che fissa i valori delle concentrazioni massime di tetraidrocannabinolo (Thc) totale ammissibili negli alimenti.

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